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Venduto l’ex Centro Servizi alle Pmi di Atripalda per 1.760.000 euro alla società “Mar Group Srl” di Ariano Irpino, La soddisfazione del sindaco: “Risultato importante per evitare un Piano di riequlibrio finanziario pluriennale. Le Cassandre dell’opposizione hanno fatto un buco nell’acqua”

Pubblicato in data: 3/10/2020 alle ore:08:30 • Categoria: Attualità, Comune

Venduto l’ex Centro Servizi alle Piccole e Medie Imprese di Atripalda. Da ieri mattina il grande edificio di via San Lorenzo, progettato negli anni ‘90 grazie ad un finanziamento europeo di sei miliardi delle vecchie lire dall’estro creativo del compianto architetto avellinese Maurizio Zito per offrire supporto e servizi alle aziende locali, non è più di proprietà del Comune ma con atto notarile è stato acquistato, per l’importo di 1.760.000 euro, dalla società “Mar Group Srl” di Ariano Irpino, già titolare in città del supermercato Decò di piazza Alpini d’Orte. Dopo undici anni di tentativi andati deserti si è chiusa così ieri la vendita mediante trattativa privata diretta. «Siamo arrivati oggi a compimento di una procedura molto complessa – annuncia con soddisfazione il sindaco Giuseppe Spagnuolo -. Una volontà di vendita del centro iniziata con le Amministrazioni dal 2009. Ci sono stati vari tentativi, finalmente oggi ci siamo riusciti con la sottoscrizione dell’atto di vendita. Un risultato importante».
Il primo cittadino porta a casa così un risultato non facile, anche per la congiuntura economica legata al Coronavirus, che non era in passato riuscito ad altri sindaci. Una struttura che nei primi anni ha ospitato manifestazioni importanti come “Terra Mia” ed “Exposcuola” ma che «di fondo non è mai riuscita – prosegue Spagnuolo – ad assolvere ad una funzione importante per la città di Atripalda per le finalità per cui era nata. Non è mai decollata, restando il più delle volte inutilizzata. Nel 2009 ci fu un’iniziale scelta di metterla in vendita per dare un rilevante contributo al risanamento del bilancio comunale che abbiamo trovato in serie difficoltà al momento del nostro insediamento. Necessità che è rimasta per risanare definitivamente il bilancio. Abbiamo sempre creduto in questa alienazione visto che alternative di valorizzazione nel tempo non si erano palesate né concretizzate rispetto alle attività poste in essere da diverse amministrazioni. Oggi recuperiamo un valore immobiliare ancora molto consistente a fronte di necessità di manutenzioni straordinarie che nel tempo si sono accumulate e che si sarebbero accumulate anche negli anni prossimi contribuendo a far depauperare il valore effettivo dell’immobile. Crediamo che si realizzerà una nuova struttura commerciale di qualità per la città». L’ex Centro Pmi avrà infatti una destinazione commerciale «come individuata nel 2009 dal consiglio comunale».
Una vendita criticata giorni fa dal gruppo d’opposizione “Noi Atripalda” contrari “ad una svendita e favorevoli invece ad una sua destinazione per ospitare le scuole”. «Un intervento pretestuoso – ribatte il sindaco – perché ovviamente non c’erano né i tempi, le condizioni e né la capacità d’investimento del comune di poterlo utilizzare come scuola. Questo è evidente a tutti anche a chi per cinque anni non è riuscito a fare altro più che una cena aziendale all’interno del Centro Servizi. Idee per valorizzare diversamente la struttura non ne sono venute fuori da parte di chi ha avuto un’intera amministrazione per poterlo fare. Attualmente vi è la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria preventiva di almeno 250mila euro per la sola copertura. Un adeguamento a scuola avrebbe richiesto una cifra altrettanto importante. L’opposizione sta tentando di vestire da tre anni e mezzo i panni della Cassandra rispetto a quello che è il futuro della comunità di Atripalda ma ovviamente sta di volta in volta facendo buchi nell’acqua in quanto delle sventure richiamate dalla minoranza non se ne è avverata neanche una. Possiamo fare un ampio elenco a partire dalla necessità di fare nuove elezioni a seguito del loro ricorso elettorale, dalle scuole che non si sarebbero mai aperte, da un comune destinato inevitabilmente al dissesto o come la necessità di fermare l’autovelox per problematiche che non si capisce bene quali e che invece non ci sono. Tutte cose che loro non sono riusciti a fare e che invece noi siamo riusciti a fare e che stanno consentendo di tirare fuori il comune di Atripalda dalla palude in cui l’avevano lasciato loro».
Una vendita dettata da ragioni di bilancio: «Questa alienazione era divenuta indispensabile per evitare un Piano di riequilibrio finanziario pluriennale che non è un dissesto ma che avrebbe portato un innalzamento delle aliquote Imu e dei costi dei servizi a domanda individuale come quelli di trasporto e mensa. E quindi ci sarebbe stato un aggravio per i cittadini atripaldesi».
Con la vendita del Centro Pmi si conclude il piano di alienazione previsto per il 2020 «restano i beni deliberati dall’ultimo consiglio comunale per il triennio, perché ognuno dei fondi provenienti dall’alienazione di quei beni ha una propria destinazione».

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