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Esonda il Fenestrelle, solito copione sul ponte delle Filande. Antonacci: «Troppi ritardi della Provincia per l’avvio del cantiere». Foto

Pubblicato in data: 16/10/2020 alle ore:12:36 • Categoria: Attualità

Esonda ancora una volta, a distanza di poche settimane da domenica 27 settembre, il torrente Fenestrelle all’altezza del ponte delle Filande. Il nubifragio che si è abbattuto ieri mattina sull’Irpinia ha portato un mare di fango e detriti nel tratto che collega Atripalda con il nucleo industriale di Pianodardine. Grossi tronchi d’albero trascinati dalla furia delle acque hanno creato un tappo sotto il ponte causando l’esondazione che ha travolto ogni cosa invadendo le campagne circostanti di contrada Fellitto. Tanta la paura per i residenti che al risveglio si sono trovati isolati e nell’impossibilità di uscire da casa. Una situazione divenuta ormai insostenibile non solo per i tanti residenti ma anche per le aziende che si trovano lungo la strada. Lo stato di allerta ha richiesto l’intervento congiunto dei Vigili urbani e dei tecnici di entrambi i comuni che hanno monitorato la portata del fiume e transennato la strada, chiudendola al traffico veicolare. Poi l’intervento dei mezzi della Provincia che hanno messo in sicurezza la zona. Una situazione che si ripete da decenni.
«Siamo alle solite. Purtroppo in quel tratto c’è un’emergenza che forse non è chiara. Qualcuno ignora che c’è un problema reale – commenta rassegnato il delegato ai Lavori pubblici, Salvatore Antonacci -. Mi dispiace che la Provincia e i comuni che stanno a monte di Atripalda continuino a fare orecchie da mercante. Quello che succede a Monteforte, nella parte bassa di Mercogliano e ad Avellino città si scarica poi nel Fenestrelle che arriva all’altezza del ponte delle Filande ed esonda. Quel tratto diventa il coacervo di tutti i problemi scatenati a monte. Chiediamo alla Provincia perché non iniziano i lavori visto che sono stati appaltati. Attendiamo la cantierizzazione. Chiediamo ufficialmente delle risposte sia alla Provincia che agli organi competenti».
Una criticità che puntualmente si registra con il maltempo. A finire sotto accusa la mancata partenza dell’intervento messo in campo dalla Provincia di Avellino che procederà a realizzare un nuovo ponte in struttura metallica a campata unica con la sistemazione idraulica del tratto fluviale e l’abbassamento del letto del fiume per circa due milioni di euro.
«Siamo in attesa che questi lavori abbiano inizio – prosegue Antonacci -. Attendiamo che la Provincia faccia partire l’intervento. Già dopo il nubifragio del 27 settembre scorso abbiamo inviato comunicazione scritta alla Provincia, al Genio civile e alla Regione. Lunedì scorso abbiamo effettuato anche un sopralluogo ma oggi (ieri ndr.) si è scatenato l’inferno. Esprimiamo la massima solidarietà ai cittadini di contrada Fellitto che per l’ennesima volta si sono ritrovati chiusi in casa senza poter uscire fuori per la furia del torrente che ha esondato invadendo strade e campagne circostanti. Ogni nubifragio è vissuto con grande apprensione e preoccupazione. Quella zona purtroppo è il collettore dei problemi che si scatenano a monte del Fenestrelle visto che gli allagamenti di Avellino a via Ferrovia, a Monteforte e a Mercogliano hanno scaricato tutto l’effetto devastante del nubifragio nel Fenestrelle che scorre a velocità consistente quando arriva nella parte più bassa creando un tappo all’altezza del ponte delle Filande dove straripa. C’è un problema reale a monte. All’amico Nicola Pastore va il ringraziamento dell’amministrazione per il senso civico che dimostra ogni volta che si registra un nubifragio: con l’impiego di propri mezzi, una grande pala meccanica a forma di ragno, interviene prontamente per liberare il corso d’acqua dai detriti».
Per Antonacci infine è necessario istituire ad horas un tavolo «ci vuole una sinergia tra i comuni che sono a monte con la Provincia per la regimentazione delle acque creando e per programmare gli interventi. C’è bisogno del consolidamento degli argini lungo tutto il tratto del torrente visto che all’altezza del ponte delle Filande ci ritroviamo tronchi di alberi di castagne sradicati che vengono trascinati giù a valle. In quel tratto arriva una quantità d’acqua impressionante che non riuscendo a defluire per i detriti che si accumulano sotto il ponte e che fanno da tappo, causa le esondazioni. Un problema che continuerà a persistere fino a quando non si realizzerà un nuovo ponte».

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