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Inquinamento Valle del Sabato, “Idea Atripalda” lancia l’allarme e chiede l’installazione di centraline per il monitoraggio

Pubblicato in data: 3/11/2020 alle ore:11:18 • Categoria: Attualità

«La questione ambientale ci preoccupa e resta una priorità». L’associazione di “IDEA Atripalda” torna ad incalzare il sindaco Giuseppe Spagnuolo sul tema dell’inquinamento della Valle del Sabato. I giovani guidati dal referente cittadino Antonio Di Gisi, già coordinatore di Libera Atripalda, chiedano l’installazione di centraline in città per il monitoraggio dell’aria.
«La situazione della qualità dell’aria ci preoccupa e questa non è una novità. Già a febbraio, poco prima del lockdown, lanciammo un conto alla rovescia sulle centraline. La pandemia ha distratto le istituzioni su questo tema, nonostante anche questa questione riguardi la salute pubblica – spega Antonio Di Gisi -. Ribadiamo che sono necessarie delle centraline che vadano ad individuare la fonte degli sforamenti. Le amministrazioni comunali dell’hinterland avellinese hanno il dovere di prendere misure. Chiediamo nuovamente al sindaco Spagnuolo di farsi portavoce di questa istanza».
Da qui la richiesta reiterata di far installare sul territorio comunale centraline di monitoraggio della qualità dell’aria. «Abbiamo chiesto più volte delle centraline ad Atripalda che con triangolazione individuassero il problema. Ci è stato chiesto di aspettare un tavolo con gli altri comuni, poi a marzo con lo scoppio dell’emergenza Covid-19 la nostra vertenza è stata accantonata. Ancora oggi non si parla di centraline e di qualità dell’aria. Ribadiamo che la questione ambientale non è una battaglia ideologica ma una priorità». Per i giovani di “Idea Atripalda” «il tempo è salute e di tempo ne abbiamo già perso troppo. Viviamo in un territorio in cui da anni associazioni e attivisti si muovono denunciando la scarsa qualità di vita delle nostre zone altamente inquinate a causa degli sversamenti nel fiume Sabato, dei fumi tossici delle fabbriche del nucleo industriale e non solo. Lo stato di emergenza ambientale era già concreto e ad oggi si è ulteriormente accentuato. Il pericolo, che si fa sempre più evidente, è veder aumentare la percentuale di morti da neoplasie e tumori che si concentrano nelle nostre zone tra Atripalda, Avellino, Arcella. Sono conseguenze logiche dell’aria inquinata in cui viviamo e del cibo ed acqua altrettanto contaminati. Lo vediamo ogni giorno, lo tocchiamo con mano, anche nelle nostre famiglie».
Un impegno che continua da mesi: «Dopo aver organizzato un proficuo evento di approfondimento su questa delicata questione, che ha visto importanti contributi da parte di istituzioni politiche cittadine e associazioni, non ci siamo fermati ed abbiamo proposto, in modo da poter far partire una seria disamina della questione ambientale ad Atripalda, l’installazione di centraline per poter monitorare il livello di polveri sottili nell’aria. Consapevoli della serietà della situazione nella nostra cittadina, abbiamo inoltre dato una simbolica scadenza di 30 giorni all’Amministrazione comunale per prendere seri provvedimenti nel merito. Certamente qualcosa si è mosso ed il lavoro ai tavoli istituzionali è stato assiduo, ma, forse presi dalla contingenza degli eventi, la luce si è spenta sull’effettiva messa in pratica delle varie proposte avanzate dalle stesse istituzioni. Pertanto, urge una risposta chiara, proprio da parte delle amministrazioni locali interessate, sulle manovre messe in atto allo stato odierno. Noi, da cittadini, non possiamo che augurarci una risposta concreta nel minor tempo possibile, rimanendo sempre disponibili al confronto e, al contempo, vigili sull’effettivo evolversi della situazione».

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