alpadesa
  
Flash news:   Idea Atripalda raccoglie proposte e segnalazioni per migliorare la Città Gestione del personale a Palazzo di città, il gruppo consiliare d’opposizione Noi Atripalda all’attacco. Fabiola Scioscia: “incompetenza e superficialità” Domenico Airoma a capo della procura della Repubblica di Avellino Riapertura scuole in Campania, il Tar ordina: Primaria in classe da domani Stufa a Gpl prende fuoco ad Atripalda, i Vigili del fuoco evitano il peggio Vallone Testa e Fosso Orto di Preti, la Giunta Spagnuolo fissa gli impegni di spesa per i due progetti di riqualificazione e risanamento idrogeologico ad Atripalda Coronavirus, un nuovo contagiato ad Atripalda Il derby campano con la Cavese è dei lupi Biblioteca comunale ancora chiusa, “Idea Atripalda” incalza l’Amministrazione Spagnuolo Caccia ai contribuenti morosi di Imu, Tari e altre tasse comunali ad Atripalda

40° anniversario del terremoto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Profonda ferita, immensa la volontà e la forza per ripartire”

Pubblicato in data: 23/11/2020 alle ore:21:18 • Categoria: Attualità

«Sono trascorsi quarant’anni dall’immane tragedia provocata dal terremoto che devastò l’Irpinia e la Basilicata, colpendo anche parte della Puglia.

Quasi tremila persone morirono sotto le macerie delle proprie case, o in conseguenza delle distruzioni di edifici.

Tante vite non poterono essere salvate per le difficoltà e i ritardi nei soccorsi.

Il numero dei senzatetto si contò in centinaia di migliaia: sofferenze, disperazione, sacrifici che si sono prolungati per anni nel percorso di ricostruzione.

Nella ricorrenza del più catastrofico evento della storia repubblicana desidero anzitutto ricordare le vittime, e con esse il dolore inestinguibile dei familiari, ai quali esprimo i miei sentimenti di vicinanza.

Anche il senso di comunità che consentì allora di reagire, di affrontare la drammatica emergenza, e quindi di riedificare borghi, paesi, centri abitati, e con essi le reti di comunicazione, le attività produttive, i servizi, le scuole, appartiene alla nostra memoria civile.

Profonda è stata la ferita alle popolazioni e ai territori. Immensa la volontà e la forza per ripartire.

La Repubblica venne scossa da quel terremoto che aveva colpito aree interne e in parte isolate del nostro Paese ma tutto il Paese seppe unirsi e, come è accaduto in altri momenti difficili, l’impegno comune divenne la leva più forte per superare gli ostacoli.

Le istituzioni democratiche trassero lezione dalle fragilità emerse: dopo quel 23 novembre 1980 nacque la Protezione civile italiana, divenuta nel tempo struttura preziosa in un Paese così esposto al rischio sismico e vanto per professionalità e capacità organizzative.

Oggi città allora colpite, e paesi allora distrutti, hanno ripreso vita. L’opera di ricostruzione ha mobilitato energie, in un percorso non privo di problemi e contraddizioni, con insediamenti divenuti parte di una rete economica e sociale di rilevante importanza per il Mezzogiorno e l’intero Paese. Permangono irrisolte antiche questioni, come il deficit occupazionale e l’emigrazione, le insuperate sofferenze delle aree interne. Lo sviluppo sostenibile, sfida accentuata dalla attuale crisi sanitaria, quarant’anni dopo il sisma, richiama la necessità di un analogo impegno comune che sappia utilizzare in maniera adeguata risorse finanziarie e progettuali destinate alla ripartenza dopo la pandemia».

Print Friendly, PDF & Email
Ti È piaciuto questo articolo? Votalo adesso!


Non saranno pubblicati commenti offensivi, diffamanti o lesivi della dignità umana e professionale di amministratori, politici o semplici cittadini. La redazione di AtripaldaNews si riserva la possibilità di pubblicare solo parte del contenuto, procedendo a tagliare le frasi offensive. Invitiamo i nostri lettori, nel rispetto delle regole di una società civile, a firmare con nome e cognome i propri commenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *