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Coronavirus: Atripalda piange la morte di Michele, volontario tra le macerie de L’Aquila

Pubblicato in data: 24/11/2020 alle ore:09:52 • Categoria: Cronaca

Il Coronavirus miete la prima vittima ad Atripalda tra i volontari della Confraternita della Misericordia e della Protezione civile. Cordoglio e dolore in Città per la scomparsa di Michele Gismondi, 71 anni, pensionato Telecom, padre e nonno esemplare, da decenni impegnato nell’aiutare il prossimo. Sempre in prima fila in tutta Italia per soccorrere le popolazioni colpite da emergenze, ottenendo riconoscimenti e benemerenze, viene strappato dal Covid-19 nel giorno del quarantesimo anniversario del sisma dell’80 in Irpinia.
E’ deceduto la notte scorsa, nell’Unità operativa di Medicina d’Urgenza dell’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati. Era stato trasportato al Pronto soccorso il 4 novembre scorso dove era stato ricoverato nell’area Covid dell’Unità operativa di Geriatria/Medicina d’Urgenza. Dal 9 novembre era in terapia subintensiva. «E’ con grande dispiacere che apprendo della dipartita di un nostro concittadino, vittima del Covid – scrive in un messaggio alla città il sindaco Giuseppe Spagnuolo -. Da sempre impegnato nell’aiutare il prossimo e nel servire la nostra comunità anche attraverso il servizio attivo in due associazioni, quella della Misericordia di Atripalda e poi nel Gruppo Comunale della Protezione civile. Oggi sicuramente per la nostra città è un giorno ancora più duro. Ai familiari le mie più sentite condoglianze e quelle dell’intera amministrazione Comunale».
Una commozione forte. Lascia la moglie Annamaria Scafuri, i figli Antonella e Alfonso. La salma è stata tumulata ieri pomeriggio presso il cimitero di Calvanico. Listate a lutto con messaggi di cordoglio le pagine Facebook delle due associazioni di volontariato. «In questo momento così complicato la perdita di un nostro caro concittadino, dedito alla solidarietà verso la sua comunità e all’associazionismo, ci rende ancora più insopportabile la presenza del Covid e ce ne fa comprendere a maggior ragione la pericolosità. Dobbiamo essere vigili e solerti nei comportamenti proprio per proteggere i nostri cari» è l’appello che rivolge la Protezione civile Giuliana De Vinco.
«Uomo forte, coraggioso e molto amato dai nostri anziani» lo ricorda così il presidente della Confraternita di Misericordia Vincenzo Aquino: «In questo periodo di grave emergenza, un lutto colpisce il movimento delle Misericordie. Ci ha lasciato questa notte Michele Gismondi, volontario e membro del Collegio dei Probiviri della Misericordia. Si è sempre predicato nel gruppo anziani, Fratres e nel gruppo di Protezione civile che l’ha visto protagonista in tutte le emergenze nazionali a partire dal terremoto dell’Aquila. Voglio testimoniare la mia vicinanza ai suoi cari ed a tutte le Sorelle e i Fratelli che con lui hanno condiviso il percorso all’interno della Misericordia. “Iddio te ne renda merito”.  In questo momento di grande difficoltà il mio pensiero va anche a tutte quelle comunità che stanno soffrendo a causa della pandemia e a tutte le nostre Confraternite che stanno combattendo in prima linea contro questo terribile virus».
Michele diventa volontario della Fraternita di Misericordia il 2 dicembre del 1985. L’11 aprile 2010 l’Ufficio Gestione Emergenze di Massa di Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia conferisce a Michele attestato di partecipazione per il soccorso prestato nell’emergenza Abruzzo del sisma del 06/04/2009.
Il 12 aprile 2011 il Capo del Dipartimento della Protezione Civile conferisce a Michele l’attestato di pubblica benemerenza a testimonianza dell’opere e l’impegno prestati allo svolgimento di attività di Protezione Civile nel terremoto dell’Aquila.
Il 14 maggio 2017 il Presidente Nazionale della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia conferisce a Michele attestato di benemerenza per la generosa abnegazione con la quale è intervenuto nelle aeree colpite nel violento sisma del centro Italia nel corso dell’anno 2016 e inizio 2017, «con carità, passione ed encomiabile spirito di servizio contribuendo a sostenere la popolazione alleviando le sofferenze e i disagi di quelle comunità così duramente provate».

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