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Bomba carta all’alba di domenica contro la formaggeria “Fior di Bontà” di via Fiume ad Atripalda: il racket suona sempre due volte. Dalle telecamere elementi utili alle indagini. Foto

Pubblicato in data: 11/1/2021 alle ore:12:23 • Categoria: Cronaca

Bomba carta all’alba di domenica contro la formaggeria “Fior di Bontà” di via Fiume ad Atripalda. Brutto risveglio ieri mattina per la cittadina del Sabato quando intorno alle 6.30 una deflagrazione potentissima ha completamente distrutto l’ingresso del negozio di prodotti di enogastronomia del giovane Luca Nappa. L’ordigno è stato fatto esplodere sulla soglia dell’esercizio commerciale ubicato all’angolo tra via Fiume e via Tripoli. Un boato che ha risvegliato dal sonno tutta la zona. Una seconda bomba carta collocata contro il negozio a distanza di poco più di un anno dall’altro raid incendiario. Fortunatamente questa volta l’esplosione ha danneggiato solo la porta d’ingresso senza interessare l’interno. Danneggiata anche un’auto parcheggiata dinanzi al negozio di prodotti tipici.
Sul posto ieri i Carabinieri della Compagnia di Avellino e quelli della locale stazione che hanno avviato le indagini per risalire agli autori. A lanciare il tempestivo allarme alcuni residenti risvegliati dal boato. Una scena che ha riportato alla mente le fiamme del primo attentato che invece nel dicembre del 2019 si divorarono in poco tempo il piccolo negozio.
La pista battuta dagli uomini delle Benemerita e da quelli della locale stazione, agli ordini del comandante David Lombardini, è quella della natura dolosa. Si attendono gli esiti dei rilievi effettuati sul posto dalla Scientifica e dagli uomini del Comando dei Vigili del Fuoco di Avellino, intervenuti prontamente per mettere in sicurezza la zona.
Un contributo alle indagini potrebbe venire dai filmati delle telecamere di alcuni negozi vicini già acquisite dagli inquirenti. In un video, che sarebbe in possesso delle forze dell’ordine, si vedrebbe un uomo che a piedi posiziona l’ordigno dinanzi l’ingresso, poi accende e scappa via.
Sull’episodio è stata informata anche la Procura della Repubblica di Avellino. Si cerca di capire se sia stata la stessa mano di un anno fa a collocare la bomba carta e se alla base sia un tentativo di intimidazione o di vendetta. Si indaga a 360 gradi. Ieri mattina è stato ascoltato in caserma anche il giovane titolare che avrebbe ribadito, così come fatto un anno fa, di non aver ricevuto mai minacce o richieste di denaro. Ma i Carabinieri non escludono nessuna ipotesi.
Un inquietante episodio che si ripete a distanza di un anno. Luca è un giovane commerciante molto apprezzato che ha voluto investire nella propria città. Insieme alla mamma gestisce anche un’altra formaggeria di prodotti tipici ad Avellino, in via Colombo. Ieri mattina, subito dopo i rilievi effettuati dalla Scientifica, e dopo essere stato ascoltato dagli inquirenti, Luca con il papà Vincenzo, la fidanzata e altri amici si è messo subito a lavoro per sistemare l’ingresso e riaprire l’attività quanto prima.
A metà dicembre del 2019, ad una settimana dal Natale, una prima bomba esplose sul lato retrostante del negozio che dà su via Tripoli, provocando un rogo al suo interno. Domenica invece gli attentatori o l’attentatore solitario ha scelto come orario le prime luci dell’alba per collocare l’ordigno e farlo deflagrare.
Da quel raid del 2019 scattò in città una gara di solidarietà per aiutare Luca a riaprire Un impegno assunto dallo stesso giovane commerciante che in meno di una settimana, sabato 20 dicembre 2019, riapri le porte della propria attività  brindando con i suoi affezionati clienti.
E anche ieri mattina, come un anno fa non è mancata la solidarietà e il conforto di tanti atripaldesi che sui social hanno espresso tutta la propria indignazione e condanna per l’episodio invitando Luca a non mollare.
Sempre un anno fa, a tredici giorni dal rogo al negozio “Fior di Bontà”, una seconda attività commerciale specializzata sempre nella vendita di formaggi e salumi finì al centro di un altro raid incendiario. Nel mirino “La Formaggeria” della famiglia di Enzo De Lorenzo, ubicata in via Gramsci, a poche centinaia di metri dall’altro negozio colpito. Il liquido infiammabile cosparso dinanzi ad una delle due saracinesche provocò la rottura del vetro e l’incendio dell’insegna. Solo il provvidenziale intervento di un’autobotte dei Vigili del Fuoco, che stava rientrando da un altro servizio, scongiurò che le fiamme si propagassero all’interno del negozio distruggendo gli scaffali e il bancone con i prodotti tipici e di qualità.
A distanza di un anno da quei due brutti episodi che la città aveva provato a dimenticare e buttarsi alle spalle, Atripalda ripiomba nella paura.

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