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Attentato intimidatorio, pressing sul sindaco delle opposizioni. Landi: ”il tavolo in Prefettura doveva chiederlo lui”

Pubblicato in data: 15/1/2021 alle ore:13:34 • Categoria: Cronaca, Politica

«In conseguenza dei gravi episodi di matrice criminale avvenuti nel territorio di Atripalda il Prefetto convoca il Sindaco che perde l’ennesima occasione per dimostrare prontezza, determinazione ed efficacia nella sua azione di governo della nostra cittadina rispetto alle reali esigenze e necessità». Il gruppo consiliare “Noi Atripalda” critica l’operato dell’amministrazione guidato dal sindaco Giuseppe Spagnuolo nel giorno del comitato per l’ordine e sicurezza pubblico voluto dal prefetto Spena.
«Difatti, il sindaco, già da tempo, avrebbe dovuto fare richiesta al Prefetto di Avellino di istituire un tavolo tecnico al fine di affrontare le problematiche sul tema della sicurezza – incalza il consigliere Domenico Landi -. Riguardo a tale argomento riscontriamo diverse problematiche, già segnalate in diverse occasioni in consiglio comunale, con particolare riferimento alla riduzione dell’orario di servizio della locale stazione dei carabinieri; il ridotto numero di unità addette al corpo di polizia municipale che, a causa della ormai endemica carenza di personale non riesce ad effettuare un adeguato controllo del territorio; il sistema di videosorveglianza in dotazione non funzionante a causa di mancata risoluzione di adempimenti burocratici in materia di privacy; perdita del finanziamento ministeriale sul progetto di implementazione della videosorveglianza. Rispetto a tutto questo l’attuale amministrazione guidata dal Sindaco Giuseppe Spagnuolo non riesce a proporre alcuna azione o soluzione di merito. Anzi, i solerti amministratori, anziché utilizzare le risorse provenienti dai proventi da contravvenzioni alla sicurezza stradale per la sistemazione dei manti stradali, dei marciapiedi e l’implementazione della videosorveglianza, il cui progetto non ha ottenuto il finanziamento ministeriale, investono circa 1.000.000 di euro per il nuovo sistema parcometri».
A finire sotto accusa anche il mancato finanziamento ministeriale al progetto di videosorveglianza comunale denominato «Atripalda Città Sicura». Il progetto, redatto dal Comando di Polizia Municipale, guidato dal capitano Domenico Giannetta, era pari a 139.710,81 euro. Un importo complessivo che prevedeva come quota di cofinanziamento da parte di Palazzo di città 70.000,00 euro attraverso l’utilizzo dei fondi della sicurezza stradale. Ma alla fine si è posizionato nella graduatoria finale primo tra altri comuni in Irpinia non rientrando però nella prima trance. Sia il sindaco Giuseppe Spagnuolo, che poi l’assessore al Traffico Mirko Musto, hanno assicurato, subito dopo l’atto intimidatorio, che a breve saranno riaccese le telecamere in centro: «senza voler fare polemiche voglio ricordare che la videosorveglianza comunale fu spenta in città dopo un esposto – ha assicurato l’assessore Musto -. Abbiamo dovuto così sistemare tutta la parte burocratica e ora l’impresa sta ultimando il tutto in modo che a giorni sarà riaccesa. Come amministrazione siamo stati sensibili dal primo giorno alla videosorveglianza in modo che non sia solo riaccesa, investendo sul capito altri fondi per potenziarla. Inoltre abbiamo partecipato anche ad un finanziamento dello Stato dove purtroppo nella prima tranche non siamo rientrati».
Ma anche l’ex sindaco e capogruppo di “Noi Atripalda” l’ex sindaco Paolo Spagnuolo accusa: «Rimaniamo basiti per il mancato accoglimento dell’istanza di finanziamento per la videosorveglianza. Qualcosa evidentemente non quadra nell’istanza e nel progetto che è manchevole di qualcosa. Invitiamo l’amministrazione perciò ad essere più attenta perché la videosorveglianza rispetto a questi episodi sarebbe stata particolarmente utile per risolvere questi episodi e per funzionare come deterrente per eventuali e futuri atti del genere. Bisogna lavorare con maggiore sinergia, ad Atripalda viviamo un problema l’operatività della caserma nonostante l’impegno e le buone intenzioni dei Carabinieri c’è un problema sul numero di risorse umane assegnate alla stazione che copre anche Manocalzati e San Potito e anche un problema sull’orario di chiusura della caserma. Chiediamo all’Amministrazione e al sindaco in particolare di adottare tutti i poteri che gli sono riconosciuti dalla legge e di sollevare la questione dell’operatività della caserma di Atripalda, perché altrimenti parliamo di una caserma che non può rappresentare un presidio di sicurezza ma questi episodi rappresentano forme di degrado culturale forte a cui bisogna reagire con iniziative culturali forti mentre invece sono ridotte al lumicino se non a zero. Vedo troppi canti e balli e poco impegno ed entusiasmo per iniziative culturali».

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