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Festeggiamenti San Sabino, l’appello dei due parroci: «Solo uniti siamo una vera comunità, basta divisioni e polemiche». Foto

Pubblicato in data: 11/2/2021 alle ore:09:27 • Categoria: Attualità

«La comunità non solo religiosa deve superare le divisioni e le polemiche, ed essere più unita». Dall’altare della chiesa di Sant’ippolisto Martire è l’invito corale rivolto alla città dai due parroci di Atripalda, Don Fabio Mauriello per la chiesa madre e Don Ranieri Picone della chiesa del Carmine. L’occasione è la solenne messa celebrata l’altra sera in onore del Santo Patrono Sabino, celebrazioni che per la pandemia si sono svolte in tono minore senza i tradizionali falò dell’8 febbraio e la processione e la distribuzione della Santa Manna del 9 febbraio.
Un doppio invito a riflettere, un monito e un appello a ritrovare l’unità “smarrita” che arriva durante l’omelia celebrata da Don Ranieri e poi, prima della benedizione finale, dallo stesso Don Fabio. I due sacerdoti parlano dinanzi alle autorità politiche e militari cittadine, al Comitato festa e ai fedeli che nel rispetto delle misure anti-Covid hanno potuto assistere alla funzione serale.
E così a distanza di un anno, e sempre in occasione dei festeggiamenti per San Sabino, Don Fabio dice la sua su come vede la città. In prima fila ad ascoltarlo ci sono il sindaco Giuseppe Spagnuolo, che indossa la fascia tricolore, il vice Anna Nazzaro e gli assessori comunali, il comandante della Polizia Municipale Domenico Giannetta, il comandante della stazione dei Carabinieri David Lombardini e il coordinatore del Comitato festa Carmine Pesca.
Non sono piaciute ai parroci le polemiche scoppiate dopo la scelta assunta dal sindaco e da don Fabio di tenere solo messe: «E’ già stata fatto molto.
Certamente i falò, la processione e la distribuzione della Santa Manna avrebbe richiamato tantissimi fedeli mettendo a rischio la sicurezza anti-Covid. Se la comunità politica è divisa, legittimata dal fatto che ci sono più partiti politici, dal punto  di vista delle due comunità parrocchiali questa divisione io non l’ho mai capita. Qui non dobbiamo dividerci nessun potere e Colui che testimoniamo e annunciamo è la stessa persona, Gesù Cristo. Questo sia per la parrocchia di Sant’Ippolisto che per quella del Carmine. Non c’è una comunità d auna parte e un’altra dall’altra parte. Questo non perché siamo entrambi due parroci giovani che proveniamo da Montefredane e perché ci vogliamo bene. Noi siamo fratelli e sorelle, voi lo stesso perché siete stati battezzati in Gesù Cristo come noi. Per questo dal punto di vista della comunità non fatele più certe differenze. Purtroppo in passato è accaduto ma queste forme di divisioni  tra due comunità che fanno parte di una stessa città non ci debbano essere Dipende perciò da noi e da voi come affrontiamo il cammino verso l’unità e un’unica comunità. Non ci sono avversari e nemici tra me e Don Ranieri così come non ci debbo essere tra di voi».
Sul senso della comunità si è soffermato don Ranieri durante l’omelia «attorno al Patrono ritroviamo le origini della nostra fede e della nostra identità. Ciò che ci unisce è più forte di quello che ci può dividere. Anche se la comunità è divisa, politicamente, quella religiosa deve essere unita con la stessa fede e la stessa speranza. In questa pandemia dobbiamo essere più uniti, meno divisioni facendo anche poco polemiche, magari più costruttive ma cercando anche di rispettare i riferimenti e le guide. Le scelte possono essere impopolari e non condivisibili, ma bisogna rispettare i riferimenti e le istituzioni».
Poi la benedizione finale impartita al grido di “Evviva San Sabino”.

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