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domenica 18 aprile 2021
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Lavori di riammodernamento ad un distributore di benzina in via Appia ad Atripalda: spunta un muro di epoca romana. Apprensione tra le associazioni

Pubblicato in data: 6/4/2021 alle ore:10:23 • Categoria: Attualità

I lavori di riammodernamento ad un distributore di benzina in via Appia ad Atripalda mettono in apprensione le associazioni di tutela del territorio. Dagli scavi in corso nel cantiere è affiorato un muro romano. Il distributore si trova a pochi passi da un anfiteatro romano mai riportato alla luce e dal passaggio della Variante 7 bis. A lanciare la preoccupazione sui social è stato l’ingegnere Gerardo Troncone corredato da due foto dal titolo. «La nostra storia che va in pezzi». L’ingegnere dell’associazione Polis alla vigilia di Pasqua scrive: «Osserviamo questa foto che un amico mi ha fatto gentilmente avere poc’anzi. Siamo ad Atripalda, in via Appia, dove quest’ultima si incrocia con la State Sette bis 90. E’ l’immagine di un piccolo cantiere edile, dove si notano quattro fossi a base quadrata, ognuno destinato ad accogliere un getto di calcestruzzo. Sono ben visibili le armature in barre d’acciaio che presto vi saranno calate per essere poi inglobate nel getto. Nel fosso più in basso nella foto sembra di scorgere la presenza di un manufatto in pietra, forse un’antica traccia muraria». A corredo dell’intervento l’ingegnere mostra anche una planimetria: «Vi è evidenziata l’area di sedime dell’anfiteatro dell’antica colonia romana di Abellinum, risalente al I sec. a.C. Non bisogna avere particolari conoscenze ingegneristiche o archeologiche per asserire che si sta realizzando un manufatto in cemento armato proprio al centro di un reperto archeologico di eccezionale rilievo. Voglio dare per scontato che l’Amministrazione Comunale abbia approvato, che la Soprintendenza abbia autorizzato, che tutti siano stati bravi bravissimi attenti attentissimi onesti onestissimi. Ma a mio inutile e inascoltato parere questo è uno schifo senza limiti».
Un post che su Facebook ha alimentato da subito il dibattito cittadino ed è stato rilanciato anche dal presidente della Pro Loco atripaldese Lello Labate, impegnato da anni nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino che ha commentato: «stavolta andremo fino in fondo per capire le varie responsabilità».
I lavori di ammodernamento del distributore sono muniti di autorizzazione della Soprintendenza archeologica che prevedono la presenza in cantiere di un archeologo durante i lavori. Fino ad ieri nessuna comunicazione è arrivata a Palazzo di città sul ritrovamento: «E’ un intervento con diretta sorveglianza di archeologi che eventualmente allerta la Soprintendenza che può richiedere valutazioni e approfondimenti, ed eventuali sospensioni per verificare meglio – commenta ieri il sindaco Giuseppe Spagnuolo in attesa della riapertura degli uffici di oggi -. Non c’è da allarmarsi per un intervento che è già sotto diretta sorveglianza dell’organo di tutela preposto alla vigilanza».

 

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