sabato 23 ottobre 2021
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Rinvenimento reperti di epoca romana in via Appia, il sindaco: “anfiteatro da valorizzare ma attendiamo un’analisi dei reperti”

Pubblicato in data: 25/4/2021 alle ore:13:15 • Categoria: Attualità

«Siamo a conoscenza dell’importanza dei reperti archeologici di Atripalda e dell’individuazione dell’anfiteatro Romano in quella zona. Siamo in contatto con la Soprintendenza per seguire la valenza di quanto emerge dagli scavi di approfondimento che sono stati disposti ed al termine di tale fase si potranno fare le valutazioni in merito a tutela e valorizzazione di quanto emergerà».
Sull’anfiteatro che sta affiorando dal sottosuolo in via Appia, nel cantiere di ammodernamento di un distributore di benzina, dopo l’intervento dell’ex responsabile di zona della Soprintendenza Archeologica di Avellino e Salerno, la dottoressa Maria Fariello, interviene il sindaco Giuseppe Spagnuolo.
Secondo la Fariello l’anfiteatro atripaldese risalente tra la fine del I secolo Avanti Cristo e il primo secondo Dopo Cristo, in età augustea, sarebbe secondo solo a quello di Pompei con un diametro dell’ellisse tra gli 80 e i 100 metri. Una scoperta per la quale auspica «una politica lungimirante di valorizzazione».
Spagnuolo assicura da parte dell’Amministrazione attenzione massima: «Tutto sarà svolto con la massima attenzione verso la nostra storia ed anche il nostro futuro, se ci riferiamo alla possibilità di valorizzare le tracce del nostro passato presenti sul nostro territorio. È evidente che l’amministrazione comunale è disponibile ad ogni attività possibile che possa andare in tale direzione. Continuiamo a seguire con grande attenzione e fiducia nell’Ente di tutela e le attività in corso».
L’indagine archeologica condotta dalla Soprintendenza fino ad una profondità di 2 metri, ha riportato alla luce delle mura romane reticolate a forma di croce.
Sull’invito dell’ex responsabile di zona della Soprintendenza a delocalizzare il distributore di benzina visto che deve essere realizzato nuovo, il primo cittadino si mostra cauto: «Ogni attività è possibile ma occorre reperire eventuali alternative. Disponibilità che in passato su suolo pubblico non ne sono state trovate, ma ci riserviamo ulteriori approfondimenti se necessario». Propri sull’eventuale ipotesi di trasferire il distributore conclude: «In relazione a suoli privati, in accordo con il proprietario, ci potrà essere tutta l’attenzione e la disponibilità in tema di pianificazione ed autorizzazioni, nel rispetto delle norme di sicurezza e specifiche della materia. Ma per ora è prematuro, procediamo per gradi».
Anche la Pro Loco di Atripalda, con il presidente Lello Labate, chiede la valorizzazione dell’area e dei reperti affiorati alla luce e commenta così l’intervento della dottoressa Fariello: «Siamo d’accordissimo con l’analisi della dottoressa Fariello e sapevamo tutti cosa ci fosse in quel luogo. Vediamo cosa emergerà dal sottosuolo e confidiamo che finalmente si faccia strada una vera valorizzazione del nostro patrimonio storico, secondo a nessuno».

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