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La Domus romana di Abellinum affonda tra l’erba alta, la denuncia dell’archeologa De Simone. Foto

Pubblicato in data: 11/5/2021 alle ore:11:00 • Categoria: Attualità

Erba alta tra le antiche mura della Domus romana nel parco archeologico di Abellinum ad Atripalda. Degrado ed erbacce ricoprono da tempo l’area archeologica di via Manfredi. La Soprintendenza, che garantisce l’apertura quotidiana del parco, non ha purtroppo i fondi necessari per gli interventi di pulizia. Anni fa a mantenere il parco nel decoro per i numerosi turisti ci pensava un ditta esterna incaricata dal Ministero dei Beni Culturali. Poi i fondi sono stati tagliati e il personale dirotto altrove.
Negli anni passati il Comune ha provveduto a ripulire l’area a verde per consentire la riapertura al pubblico, ma il parco archeologico è molto vasta e richiederebbe una manutenzione continua anche per salvaguardare lo stato di conservazione degli affreschi sui muri, che attendono anche una manutenzione. Affreschi che possono essere seriamente compromessi dalle sterpaglie, che crescono in ogni crepa, con il rischio di sbriciolarsi, come dalla caduta di alberi.
«Il parco archeologico dell’antica Abellinum versa in un degrado tale da non permettere l’apertura del sito in sicurezza – denunci la dottoressa Pierina De Simone,  archeologa e vice presidente dell’associazione “Velecha” -. Dopo tanti mesi di chiusura dovuti all’emergenza sanitaria, uno spazio all’aperto dove è possibile passeggiate assaporando la nostra storia, dovrebbe essere una scelta prioritaria. Mi auguro che chi di competenza si attivi in tempi brevissimi per la restituzione del nostro patrimonio alla comunità atripaldese e non solo». Dopo le abbondanti piogge dei mesi scorsi un intervento di ripulitura si rende necessario visto che il parco è interessato anche dal progetto che unisce il Comune del Sabato, la Sopraintendenza Archeologica di Salerno e Avellino e il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.
Tra le erbacce anche le necropoli romana di Capo La Torre che versa nelle stesse condizioni.
Intanto si attendono notizie dalla Soprintendenza anche per l’indagine archeologica che sta conducendo su via Appia, dove dai lavori di ammodernamento di un distributore di benzina sono emerse antiche mura di un anfiteatro romano risalente al I secolo a.C.
Dopo l’ampiamento dell’area di scavo, i reperti affiorati alla luce sono stati coperti con dei teli per proteggerli. «Al momento non si hanno notizie delle decisioni prese in seguito al ritrovamento delle strutture murarie che potrebbero afferire all’anfiteatro già individuato negli anni passati» conclude l’archeologa Pierina De Simone.

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