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Decesso Naccarelli: la perizia medico legale voluta dal Pm chiarisce che fu morte naturale

Pubblicato in data: 13/5/2021 alle ore:09:59 • Categoria: Cronaca

«La causa del decesso del signore Michele Luigi Naccarelli è da individuarsi in una asfissia meccanica violenta da violenta broncoaspirazione di materiale alimentare cui si aggiunge la concausa simultanea individuata ed individuabile nel trauma cranio-encefalico di cui fu vittima nel pomeriggio del 19 aprile 2020. E’ possibile affermare che il signor Naccarelli, quindi, non è stato vittima di aggressione da terze persone ma è piuttosto possibile affermare che il decesso è da ascrivere all’ampio capitolo delle asfissie meccaniche violente da sommersione interna per broncoaspirazione di materiale alimentare». Sono queste le conclusioni a cui è giunta la consulenza medico-legale redatta dal professore Maurizio Saliva, medico chirurgo e specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni, per l’incidente probatorio voluto dalla Procura di Avellino per fare piena luce sulla tragedia di contrada Pettirossi ad Atripalda. Una perizia che scrive la parola fine e voluta dalla Procura della Repubblica di Avellino, con il Pubblico ministero, dottoressa Teresa Venezia, che aveva richiesto a fine anno scorso al Giudice per le indagini preliminari di procedere al conferimento di incarico peritale, mediante incidente probatorio, per verificare la «presumibile dinamica lesiva e letale» che portò nell’aprile dello scorso anno al decesso di Michele Luigi Naccarelli, ritrovato privo di vita nella sua casa.
A richiedere l’incidente probatorio era stato il legale della famiglia, Alfonso Maria Chieffo, affinché una consulenza “terza” potesse dirimere la discordanza di pareri tra le conclusioni del Ctu e del Ctp. «Quello che noi sosteniamo da un anno, quasi da tredici mesi, alla fine con la super perizia del dottore Saliva, è venuto fuori e cioè che si trattava di morte naturale» commenta soddisfatto il penalista Chieffo.
Ora toccherà al Pm fare le proprie valutazioni che a questo punto potrebbero indirizzarsi verso una richiesta di archiviazione del caso.
Nelle 74 pagine della perizia, depositata in Tribunale, si ripercorrono gli ultimi attimi di vita dell’uomo. «Nel pomeriggio del 19 aprile 2020 Michele Luigi Naccarelli – scrive il medico legale – mentre era supino sul letto ebbe un violento rigurgito alimentare e di tanto vi è conferma nell’esame delle lenzuola. Il volto e la cavità orale era interessata dallo stesso materiale alimentare. L’albero tracheale, bronchiale era interessato da importanti fenomeni di broncoaspirazione di materiale alimentare. I fenomeni legali a tale evento asfittico ha previsto una fase di sorpresa e durante la fase di sorpresa Naccarelli non riuscì a regolare la chiusura dell’albero respiratorio continuando la violenta e repentina aspirazione di materiale alimentare. Fu questo il motivo della improvvisa perdita di coscienza e disturbi dell’equilibrio ipossico con violenta caduta al suolo. La caduta al suolo determinò la ferita lacero-contusa».
Nella sua lunga relazione il professore Maurizio Saliva risponde così ai quattro quesiti posti dalla Procura tra i quali quello di riferire «della causa del decesso e della lesione cranio encefalica riscontrata al Naccarelli, e se la lesione sia etero inferta o prodottasi per effetto di una caduta/urto dovuti ad un malore o comunque in assenza dell’intervento di terzi aggressori».

Ad aprile dello scorso anno nella villetta di contrada Pettirossi si svolse anche un sopralluogo dei Ris, gli specialisti dei Carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche, che effettuarono dei rilievi dopo l’autopsia per fare piena luce sul decesso per il quale era stato avviato un procedimento penale aperto contro ignoti.
Una villetta già segnata anni fa da un grave lutto e da un’altra tragedia. L’uomo, che aveva ritrovato finalmente la serenità con i propri figli, nel gennaio 2012, uccise la moglie in un raptus di follia, dovuto probabilmente alla perdita del lavoro, e per il quale aveva scontato la pena.

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