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L’appello di Mario: “un lavoro e una casa per rinascere”

Pubblicato in data: 30/5/2021 alle ore:11:32 • Categoria: Attualità

«Sono senza lavoro, malato e non ho un posto dove dormire, aiutatemi. Confido in qualche anima buona». E’ l’appello che rivolgere a tutti Mario Forlini, giovane di 46 anni, padre di tre figli, malato, originario di Atripalda, da tempo senza lavoro e fissa dimora.
Racconta la sua storia, con la voce a tratti coperta dal pianto, alla vigilia del suo 46esimo compleanno, dinanzi la stazione ferroviaria di Avellino. Qui ha trascorso le ultime notti.
«Sono di Atripalda dove ho sempre abitato sin da piccolo con i miei genitori che sono morti e oggi non ho nessuno. Sono figlio unico – racconta l’uomo – e domani (oggi ndr.) sarà il mio compleanno. Mi sono sposato a Venticano nel 2009 e ho tre figli. Andava tutto bene, qui vivevo con mia moglie e la mia famiglia e lavoravo in un supermercato della provincia di Benevento fino a quando nel 2018 mi sono ammalato. Mi hanno riscontrato un enfisema polmonare e da allora è iniziato il mio incubo».
Con il tempo ha perso il lavoro ed è stata minata anche la tranquillità familiare. «Sono entrato in crisi con mia moglie e ora mi sto separando. Sono stato aiutato dai servizi sociali e anche da persone di Venticano che mi hanno dato i soldi per dormire. Da allora, finita la disoccupazione, non sono riuscito più a trovare un lavoro. Vivo per strada, dormendo dove capita. Sono senza fissa dimora anche se ho ancora la residenza a Venticano, dove spesso dormo in strada sulle panchine. Ho dormito negli ultimi giorni anche nella stazione di Avellino».
E così alla vigilia del suo compleanno vuole rivolgere un appello «spero che qualcuno mi dia una mano. Ho bisogno di un lavoro e di una posto dove dormire. Non ho una casa, non ho un lavoro, sono figlio unico e non ho nessuno che mi possa aiutare. Non so come fare. Spero che qualche buona persona mi possa aiutare economicamente».
Confida che qualcuno possa ascoltare il suo appello e aiutarlo «i servizi sociali mi hanno mandato alla Caritas di Benevento a dormire ma dopo un mese ho dovuto lasciare. Sono disposto a fare qualsiasi lavoro. Spero che ci sia qualche anima buona che mi possa aiutare».
Il suo “sogno” ora è trasferire la residenza nella cittadina del Sabato e chiedere al sindaco un alloggio popolare «vorrei tanto portarla ad Atripalda, speriamo» mentre le lacrime e il pianto interrompono la conversazione «magari potessi a vere un alloggio ad Alvanite e trovare un lavoro, sono disposto a fare qualsiasi cosa».

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