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Parco San Gregorio di Atripalda, finisce sui social il taglio del materiale legnoso

Pubblicato in data: 31/5/2021 alle ore:10:01 • Categoria: Attualità

Finisce sui social il taglio egli alberi in corso nel “Parco San Gregorio” di proprietà del Comune del Sabato. L’intervento di valorizzazione dell’ex Pineta Sessa ,dopo la conclusione del censimento degli alberi del grande polmone verde che sovrasta la città, è al centro di alcune polemiche. Un Progetto di taglio approvato dalla Giunta del sindaco Giuseppe Spagnuolo e redatto dall’agronomo Erminio Luce. La ditta aggiudicatrice sta procedendo infatti all’abbattimento degli alberi pericolanti in base alla verifica effettuata dall’agronomo. Ma proprio sulle modalità del taglio non mancano critiche sui social.
«Il comune di Atripalda appalta i lavori di taglio di alcune piante punzonate in precedenza alla Pineta Sessa di Atripalda – scrive il signore Alviggi con tanto di foto -. Siamo anche d’accordo che si faccia una selezione delle piante ma una cosa la voglio chiedere. Chi è che deve vigilare sull’esecuzione dei lavori visto che nell’abbattimento dei pini segnati sono stati rotti  tavoli perché gli alberi sono caduti sugli stessi. Non è solo questo a fare rabbia, quando hanno abbattuto gli alberi, non so se volutamente oppure per caso sono caduti su querce trentennali, su una noce distruggendoli. Questo è gravissimo perché gli alberi da abbattere si possono legare e far cadere dove si vuole».
Dopo le critiche il responsabile del Settore Ambiente, geometra Vincenzo Caronia, ha effettuato un sopralluogo nella pineta, ma non sono state riscontrate anomalie.
Gli interventi effettuati rientrano nel Piano di gestione Forestale approvato dalla Regione Campania, un documento tecnico a validità pluriennale (10 anni) con il quale vengono definiti gli obiettivi che si vogliono perseguire nel medio periodo.
L’area a verde di parco San Gregorio è costituita prevalentemente da conifere (Pini, cipressi, cedri e altro) in una fase di senescenza. La diretta conseguenza di tale invecchiamento e le instabilità a cui tali esemplari vanno incontro, questo perché essendo specie alloctone tipiche del Nord-Europa mal si adattano alle condizioni pedo-climatiche. Infatti all’interno del Parco si possono osservare numerosi esemplari secchi, numerose specie attaccate da parassiti, senza considerare che le conifere sono piante potenzialmente infiammabili proprio per le loro caratteristiche (produzione di resina). Con il piano si andrà a favorire all’interno del Parco lo sviluppo e la colonizzazione delle specie autoctone (querce, castagni, carpini).
Ora si sta proseguendo ad un taglio selettivo a carico delle conifere. Da questo intervento il Comune, attraverso la vendita del materiale legnoso, incasserà oltre 45mila euro reinvestendoli sul Parco per aumentarne la fruibilità.

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