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Le associazioni della Valle del Sabato scrivono al governatore De Luca: “Basta veleni nell’ambiente”

Pubblicato in data: 12/6/2021 alle ore:13:20 • Categoria: Attualità

Una lettera inviata al governatore della regione Campania Vincenzo De Luca con cui le associazioni ambientaliste chiedono 7 misure urgenti per salute, legalità e cura dell’ambiente nella Valle del Sabato e dell’Irno dopo i risultati dello studio Spes. La missiva è stata inviata anche al Prefetto di Avellino, a Direzione Regionale ARPAC, Direttore Generale ASL Avellino, Presidente della Provincia di Avellino,  ai Sindaci dei Comuni di Avellino, Aiello del Sabato, Altavilla Irpina, Atripalda, Capriglia Irpina, Cesinali, Chianche, Grottolella, Manocalzati, Mercogliano, Monteforte Irpino, Montefredane, Montoro, Ospedaletto d’Alpinolo, Petruro Irpino, Pratola Serra, Prata Principato Ultra, Solofra, Summonte, Torrioni, Tufo.

 

Egregio Presidente De Luca,

Le scriviamo con riferimento al tema in oggetto per rappresentarLe quanto segue.

Ora non ci sono più dubbi, ora non ci sono più alibi. Da anni le associazioni e i cittadini della Provincia di Avellino denunciano con preoccupazione lo stato di inquinamento dell’aria, dei fiumi e della terra nella nostra area. Lo studio SPES avviato nel 2016 e reso pubblico da alcuni giorni dalla Regione Campania che Lei governa restituisce ora la verità su un quadro che ci troviamo a dover definire “agghiacciante”: inquinanti come metalli pesanti e diossine sono stati trovati – e in grandi quantità – nel sangue dei nostri concittadini!

Parliamo di persone reali: sono i nostri mariti, le nostre mogli, i nostri cugini, nipoti, amici, vicini di casa. Sono le persone che – con il supporto delle nostre associazioni – si offrirono nel 2016 come volontari per lo studio che fu condotto in Campania (e qui esprimiamo nuovamente il sincero apprezzamento per l’inclusione dell’area di Avellino da parte del Dott. Antonio Limone).

La valle del Sabato e la Valle dell’Irno, in particolare, sono dei luoghi bellissimi per la delicatezza delle loro colline, per i corsi d’acqua, per la varietà del paesaggio agricolo, per la loro straordinaria biodiversità. Ormai da anni però – per effetto dell’antropizzazione del territorio e della collocazione di un nucleo industriale in prossimità dei centri abitati – queste aree vivono spesso in una cappa di aria irrespirabile perché satura di polveri sottili e di altri inquinanti chimici. Accade così che – anche per particolari condizioni orografiche e meteorologiche – gli effetti dannosi per la salute riguardino estesamente una popolazione di circa 100.000 abitanti che vivono nei Comuni situati nelle due aree.

Aver reso pubblici i dati preoccupanti circa lo stato di salute dei nostri concittadini è il primo passo per una piena consapevolezza circa l’inquinamento dei nostri territori. Ma ora che fare? Come intende agire la Regione Campania a difesa dei suoi cittadini dall’aggressione violenta subita da chi inquina e mette in pericolo l’ambiente e la salute pubblica? Quali sono le priorità di azione e gli interventi per una reale transizione ecologica del tessuto produttivo, economico e sociale del nostro territorio? E soprattutto, quando si intende agire affinché l’inquinamento smetta di far ammalare e far morire le nostre persone?

Noi riteniamo che – considerata la gravità dei risultati dello studio SPES – si debba agire in due direzioni, con 3 azioni urgenti di carattere medico e con 4 interventi di prevenzione e cura del territori di medio-lungo periodo. In dettaglio, Le chiediamo di disporre le azioni necessarie per:

  1. trasmettere subito i risultati degli esami tossicologici ai soggetti interessati, senza che questi debbano preoccuparsi di richiederli. Facciamo riferimento a centinaia di persone nell’area di Avellino per le quali – considerati i dati preoccupanti e anche il ritardo con cui sono stati resi noti rispetto alle rilevazioni – il tempo diventa un fattore importante per la salute personale,
  2. avviare uno screening più vasto su tutta l’area, a cominciare dalle famiglie dei volontari che hanno partecipato allo studio SPES. Sarebbe utile al riguardo un confronto con il Ministero della Salute tramite l’Istituto Superiore di Sanità e esperti tossicologi anche per individuare possibili percorsi terapeutici quando necessario (es. chelazione),
  3. realizzare un’indagine epidemiologica che faccia luce sullo stato di salute della popolazione rispetto a varie patologie correlate all’inquinamento: tumori (non solo polmonari), malattie respiratorie e cardiovascolari, fenomeni neurodegenerativi, infertilità maschile, aborti spontanei, diabete tipo II, etc. Il tutto andrebbe eseguito mettendo in correlazione la presenza di malattie con la collocazione delle persone coinvolte sul territorio, a partire da un “cerchio” dei Comuni attorno alle aree industriali citate in precedenza. Ciò dovrebbe includere anche un’indagine sanitaria sugli animali selvatici, almeno quelli abbattuti dai cacciatori, e se possibile sulle piante, almeno quelle eduli nelle foglie e nei frutti, per verificare l’assorbimento nei tessuti animali e vegetali di sostanze inquinanti al fine primario di prevenire l’assorbimento delle stesse da parte della popolazione e secondariamente di valutare possibili impatti sull’ecosistema e sulla biodiversità,
  4. fermare immediatamente ogni atto non conforme alla legge, attivando il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) e tutte le autorità competenti per accertare e bloccare eventuali illeciti da parte di attività produttive e privati in termini di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. Ciò dovrebbe avvenire
    1. partendo dalle denunce e segnalazioni di cittadini e associazioni,
    2. intervenendo con ispezioni mirate presso le sospette fonti di inquinamento, rumorose e di emissione maleodoranti oltre le soglie di legge,
    3. verificando puntualmente le emissioni dichiarate in auto-misurazione, e
    4. accertando eventuali responsabilità penali o di altra natura,
  5. prevenire l’incremento di inquinamento in futuro, bloccando progetti di aggravamento della pressione ambientale nell’area, imponendo stringenti requisiti di neutralità ambientale ad ogni eventuale nuova impresa che preveda attività di combustione,
  6. limitare e monitorare l’inquinamento presente, attraverso la riduzione dei limiti massimi consentiti di emissioni inquinanti, alla luce delle particolari condizioni orografiche e meteorologiche nella Valle del Sabato e nella Valle dell’Irno che comportano il ristagno dei medesimi inquinanti. Il tutto andrebbe accompagnato da un capillare sistema di monitoraggio delle matrici ambientali a cura degli organi competenti,
  7. sanare e “rammendare” il territorio dall’inquinamento passato, bonificando celermente i gravi rischi ambientali esistenti, con un supporto e un sollecito della Regione Campania circa il compimento della riqualificazione dell’area dell’ex Isochimica situata nel Comune di

In conclusione, lo studio SPES ci consegna una verità: non è possibile temporeggiare mentre continuano attività di combustione impattanti sull’atmosfera e scarichi incontrollati nelle acque superficiali e dunque non è più prorogabile un intervento deciso ed efficace da parte della Regione Campania che Lei governa. Stiamo commentando dei dati sugli inquinanti in circolo nel sangue di donne e uomini che vivono in questi territori: gli interventi per ripristinare la salute pubblica, l’equilibrio ambientale e la legalità sono necessari oggi, hic et nunc. Non fra 5 o 10 anni.

Senza dubbio alcuni interventi richiederanno tempi di implementazione più lunghi ma, se mai si inizia, mai si giungerà alla risoluzione delle problematiche. “Doing nothing is not an option” è stato recentemente detto nel dibattito pubblico statunitense: non fare niente semplicemente non è un’opzione.

Ci auguriamo di avere presto un Suo riscontro in merito alle 7 richieste riportate in alto e siamo disponibili ad un incontro o anche solo a dare il nostro supporto in ogni forma ritenuta utile. Ciò potrebbe avvenire ad esempio nel contesto di un tavolo tecnico – da noi fortemente raccomandato – che raccolga il contributo dei soggetti specializzati e competenti come CNR, Ministero della Transizione Ecologica, Istituto Superiore di Sanità, ARPAC, ASL e Università. Non lasciamo soli i Sindaci e le loro comunità: in gioco c’è letteralmente la salute delle future generazioni avellinesi, irpine, campane.

Cordiali saluti

 

Salviamo la Valle del Sabato Aria di Avellino

ARCI Avellino

ARCI Montefalcione “Adelante” Associazione WWF Sannio Avellino Rinasce

Avionica Calendula Cambia-Menti

Cittadini Attivi Montoro

Comitato Acqua Bene Comune – Aspettando Godot

Comitato Laudato Si’

Fiab Avellino “Senza Rotelle” Fridays for Future Avellino Generazioni Future

Guardie Ecozoofile Protezione Ambientale – Passo di Mirabella Eclano

Info Irpinia

inLocomotivi

Io voglio restare in Irpinia Irpinia Trekking

ISDE – Medici per l’Ambiente Avellino La Comunità per lo sviluppo umano Legambiente – Avellino

Legambiente – Alta Valle del Sabato Legambiente – Circolo Valle Solofrana Lotta per la Vita

Misca Lab APS Movimenti Locali Tufo

MVOBSV – MountVergine Observatory Path APS

Slow Food Avellino

SoMa associazioni solidarietà e mutualismo Tenuta Serpico A.S.D.

UDS – Unione Degli Studenti Avellino

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