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Trovato l’accordo tra Comune e impresa costruttrice dell’ex Centro Servizi alle Pmi dopo un contenzioso durato oltre 15 anni in attesa della Cassazione

Pubblicato in data: 12/6/2021 alle ore:13:56 • Categoria: Attualità

Trovato l’accordo tra Comune e impresa costruttrice dell’ex Centro Servizi alle Pmi dopo un contenzioso durato oltre 15 anni in attesa della sentenza della Corte Costituzione.  L’ex immobile comunale, che l’Amministrazione del sindaco Giuseppe Spagnuolo ad ottobre scorso è riuscita ad alienare ad una società privata per l’importo di 1.760.000 euro e per il quale il comune del Sabato sta procedendo al pagamento di un debito fuori bilancio per circa 600mila euro legato agli espropri di terreni per la realizzazione della struttura mediante un Piano triennale di rateizzazione, finisce ancora una volta al centro di una lunga controversia giudiziaria approdata alla Corte di Cassazione.
Con delibera la Giunta Spagnuolo ha autorizzato il sindaco, quale legale rappresentante dell’Ente, al compimento delle necessarie formalità per procedere alla cancellazione di un’ipoteca sul cespite di proprietà della società costruttrice dell’immobile subordinatamente all’effettivo versamento e bonifico all’Ente delle somme quantificate dal Comune.
«Il comune finalmente incassa la somma che doveva essere corrisposta dalla Ceit in ottemperanza della sentenza n.449/15 con la quale la Corte d’appello di Napoli riformava la sentenza di primo grado n 1376/09, condannando l’azienda alla restituzione  delle somme già versate dal Comune di Atripalda in esecuzione del giudizio precedente – illustra la consigliera delegata al Contenzioso, avvocato Giuliana De Vinco -. Con tale operazione si à proceduto a cancellare l’ipoteca per il contestuale pagamento da parte della Ceit e si e così annullato di fatto il rischio di recupero delle somme, nelle more del giudizio che pende ancora in Cassazione».
Un accordo che segue l’istanza, trasmessa dall’avvocato Rosalia Iandiorio, legale di Palazzo di città, avanzata dall’avvocato della Ceit Srl al fine di conseguire la liberazione dell’immobile ipotecato dal Comune del Sabato a garanzia del recupero del credito vantato dall’ente. Ipoteche iscritte per 80.000,00 euro in virtù di un decreto ingiuntivo, dichiarato a gennaio del 2017 provvisoriamente esecutivo e definitivamente confermato con Ordinanza del Giudice dell’opposizione a febbraio 2018 per 17.000,00 euro in virtù della Sentenza della Corte di Appello di Napoli. Il tutto in attesa del giudizio pendente davanti la Corte di Cassazione.
Tutto ha inizio con sentenza n. 1376/09  del Tribunale di Avellino  che definiva il giudizio promosso dalla ditta appaltatrice dei lavori di costruzione del Centro Servizi Piccole e Medie Imprese Commerciali ed Artigiane di via San Lorenzo, per  il pagamento delle spese di guardiania relative al periodo dal primo settembre 2000 al 21 dicembre del 2001, il rimborso del costo sostenuto per la stipulazione della polizza fidejussoria per l’anticipazione della rata di saldo e dei relativi premi, oltre interessi. Il Tribunale di Avellino condannava il Comune al pagamento della somma di 50.676,51 euro maggiorata degli interessi. L’ente presentò Appello. Il legale dell’impresa comunicava la rinuncia all’esecuzione, procedura dichiarata estinta con Ordinanza del Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Avellino salvo disporre il pagamento a favore della Ceit da parte del Tesoriere dell’Ente, Banca della Campania, delle spese della procedura stessa. Con sentenza n. 449/15 la Corte di Appello di Napoli ribaltava l’esito di primo grado, condannando l’impresa alla restituzione delle somme versate dal Comune in esecuzione della sentenza di primo grado e al pagamento delle spese di lite dei due gradi di giudizio.
Nonostante i tentativi bonari di sortire il versamento a favore del Comune di quanto dovuto, la società non ottemperò alla sentenza ricorrendo alla Corte di Cassazione. Con Ordinanza R.G. n. 455/16 del 15/03/2016 la Corte di Appello di Napoli rigettò l’istanza di sospensione della provvisoria esecutorietà della sentenza , confermando e condannando la Ceit al pagamento delle spese di lite liquidate in 5.262,00 euro oltre accessori.
Su proposta dell’avvocato dell’Ente la Giunta procedette all’iscrizione di ipoteca sull’immobile di proprietà dell’impresa, al fine di acquisire una immediata forma di garanzia a tutela del recupero del credito vantato, nelle more della definizione del giudizio di legittimità dinanzi alla Corte di Cassazione. A metà maggio scorso il legale della Ceit  ha richiesto la liberazione dell’immobile ipotecato per 80.000,00 euro dichiarandosi pronta a corrispondere al Comune di Atripalda quanto dovuto in virtù dei titoli esecutivi.

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