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Intesa Baas-privato sull’anfiteatro di via Appia: riparte ad Atripalda il cantiere di riqualificazione di un distributore di benzina. Foto

Pubblicato in data: 30/10/2021 alle ore:13:31 • Categoria: Attualità

Riapre ad Atripalda il cantiere di riqualificazione di un distributore di benzina in via Appia dove ad aprile scorso sono stati rinvenuti reperti di epoca romana.
Alla base della ripresa dell’intervento, dopo una lunga sospensione dei lavori, c’è un accordo raggiunto tra la Soprintendenza ed i proprietari della stazione di servizio.
Un accordo raggiunto sul quale le parti hanno lavorato in questi mesi e anticipato a fine luglio, a margine di una conferenza stampa tenutasi nel parco archeologico di Abellinum, dalla stessa Soprintendente l’architetta Francesca Casule.
La dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino-Mibac aveva infatti dichiarato: «Visto che l’area già in passato è stata fortemente compromessa, sembra più utile per l’interesse pubblico ottenere dai privati che si facciano carico di un ampliamento di scavo che non è connesso al loro lavoro. Ma è una cosa che viene fatta per l’interesse pubblico della comunità locale e i privati poi si facciano carico di una forma di valorizzazione che concorderemo insieme, in cambio di mantenere la propria attività, senza però ampliamenti che possono creare ulteriori danneggiamenti».
E così dopo mesi di incontri, sopralluoghi, indagini e discussioni è stato raggiunto un accordo che consente all’impresa di riaprire il cantiere. I proprietari dell’area si sono fatti carico dei costi di un ulteriore allargamento dell’attività di scavo, alla presenza di un archeologo, e la successiva valorizzazione dei reperti affiorati dal sottosuolo.
Ricoperti invece con teli e terreno i reperti affiorati al centro dell’area. Mura che farebbero parte di in anfiteatro romano risalente tra la fine del I secolo Avanti Cristo e il primo secondo Dopo Cristo, in età augustea. Un anfiteatro che sarebbe secondo solo a quello di Pompei per grandezza, di forma ellittica con un diametro tra gli 80 e i 100 metri.
Tutta l’area è infatti di altissimo valore storico perché si trova a ridosso delle mura della città antica, vicino alla Tomba macedone, che risale al 4 secondo a.C., e al parco archeologico di Abellinum.
Gli operai dell’impresa da alcuni giorni, sotto l’occhio vigile di un archeologo, con l’ausilio di un piccolo escavatore, stanno effettuando dei lavori di ampliamento dello scavo in un angolo dell’area della stazione di servizio dove è stato rinvenuto un setto murario in ottimo stato di conservazione che verrà dai privati valorizzato e reso visibile alla comunità.
Tutti i reperti invece emersi nel mese di marzo e collocati troppo vicini ai serbatoi dell’impianto di carburante, sono stati ricoperti con teli e con lo stesso terreno che c’era prima anche perché l’alto livello di antropizzazione dell’area non avrebbe consentito di fare ulteriori ricerche visto la presenza di grandi edifici nelle adiacenze del distributore.
E’ quindi con l’intesa raggiunta con la Soprintendenza, i privati valorizzeranno questa porzione di setto murario che sarà reso fruibile alla comunità mentre la stazione di servizio sarà realizzata nello stesso punto in cui già era collocata.
Sulla scoperta in via Appia era stato investito anche il ministro della Cultura a seguito dell’interrogazione parlamentare del senatore di Fratelli d’Italia Claudio Barbaro, componente della Commissione Cultura. Interrogazione presentata al Senato ed indirizzata al Ministro Dario Franceschini.
Ora l’accordo raggiunto tra Soprintendenza e privati consente la riapertura del cantiere e la ripresa dei lavori,

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