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“Tra passato e futuro” nella Dogana dei Grani di Atripalda

Pubblicato in data: 29/8/2025 alle ore:09:30 • Categoria: Cultura

Un percorso artistico che attraversa il tempo come visione tra astrazione e suggestione, tra ciò che è stato e ciò che sarà: il segno come memoria. Due artisti, due visioni, un dialogo profondo.

In questo viaggio visivo, Bonadies e Russo tracciano traiettorie simboliche e astratte che sfidano la linearità del tempo. Le loro opere non raccontano: evocano. Sono stanze interiori, mappe dell’invisibile, soglie tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. “Tra passato e futuro”è uno spazio mentale e sensibile dove le forme si fanno visione, i colori diventano suono, il vuoto acquista voce.

Il passato fatto di archeologia, arte e suoni, mai del tutto remoto, riemerge come traccia spirituale, come ombra luminosa. Il futuro, incerto ma pulsante, è tensione, vibrazione, apertura.

In mezzo c’è il presente, ci siamo noi, con le passioni e le contraddizioni che ci fanno umani.

Bonadies indaga l’essenza della presenza, Russo plasma l’ignoto.

Insieme costruiscono un ponte sospeso sul tempo e aprono un varco, dove ogni tela è rito, ogni gesto pittorico una domanda, ogni verso poetico un portale.

LELLO BONADIES

Bonadies attraversa la pittura con l’anima di un cronista poetico. Le sue figure: bambini, donne, uomini e santi, si muovono in uno spazio saturo d’umanità, affermando la vita anche nel dolore. La sua è una pittura simbolica e satirica, che denuncia l’oppressione sociale, ma si aggrappa alla speranza, ai fiori, alla natura, alla fede popolare. Nei suoi quadri convivono una cupa inquietudine baudelairiana e una vibrante fiducia nel potere umano. Alcuni suoi lavori sono magma rovente, rivisitazioni di incubi arcaici, spaesamento statico, visioni improbabili. (Davide Morlicchio).

L’artista ci consegna un San Michele che non combatte dall’alto, ma cammina tra la gente. Ogni tela è una preghiera laica, un canto per chi crede nei sogni collettivi.

GERARDO A. RUSSO

In oltre cinquant’anni di ricerca, Russo ha attraversato le tensioni dell’esistenza storica e contemporanea, indagando alienazione, solitudine, incomunicabilità, fino ad aprire varchi verso altri mondi. Le sue opere (pitture, disegni, sculture, poesie, narrazioni, grafiche) sono mappe interiori, serbatoi del subconscio, paesaggi psichici tra bagliori allucinati e geometrie visionarie.

La sua arte è in perenne movimento tra sogno e coscienza, tra perdita e rivelazione. Russo plasma immagini come segnali da un altrove mentale, offrendo una poetica dell’invisibile. I suoi lavori non spiegano: interrogano. “È un anarchico esploratore, un sovversivo agitatore di idee, un coraggioso indagatore del policromatico periodo che stiamo vivendo” (Enrico Crispolti).

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