Pulizia dell’alveo del fiume Sabato: dopo svariati solleciti alla Provincia, finalmente al via i lavori nel tratto cittadino
Pubblicato in data: 8/11/2025 alle ore:15:18 • Categoria: Attualità •
Dopo mesi di attesa e numerosi solleciti rivolti alla Provincia, sono ufficialmente partiti i lavori di pulizia dell’alveo del fiume Sabato nel tratto che attraversa la città di Atripalda. Un intervento giudicato necessario sia per motivi ambientali sia per restituire decoro a un’area che, negli ultimi tempi, si presentava in condizioni di forte degrado.
A confermare l’avvio delle operazioni è il sindaco Paolo Spagnuolo, presente questa mattina nell’area fitness dove si sta intervenendo con lo sfalcio e la rimozione della vegetazione in eccesso. «Finalmente, dopo una lunga attesa, sono iniziati i lavori di pulizia dell’alveo del fiume. Ci troviamo nel tratto dell’area fitness, dove l’intervento riguarda lo sfalcio e la rimozione dell’erba presente all’interno dell’alveo. Come è noto, su questa operazione ci sono opinioni favorevoli e contrarie, ma è importante ribadire – una volta per tutte – che la competenza è esclusivamente dell’Ente Provincia. Lo sottolineo perché, negli ultimi mesi, qualcuno dell’opposizione ha ironizzato e sollevato polemiche improprie.»
Il primo cittadino ricorda anche l’intenso lavoro di pressione istituzionale esercitato sull’ente competente: «Oggi i lavori sono finalmente partiti e auspichiamo che vengano eseguiti in modo completo e corretto. La Provincia è stata più volte sollecitata, inizialmente in forma verbale e, più di recente, con una diffida formale che ho qui con me. Questo dimostra che l’amministrazione comunale, pur consapevole di non poter intervenire direttamente sull’alveo, non è mai stata negligente: al contrario, abbiamo costantemente richiesto e favorito ogni passo utile all’avvio dell’intervento.»
Sulla natura e l’impatto dei lavori interviene anche il vicesindaco e delegato all’Ambiente Domenico Landi, che chiarisce l’obiettivo dell’operazione: «L’opera sarà eseguita nel pieno rispetto dell’ecosistema, ma è evidente che non si poteva più tollerare la presenza di erbacce alte due o tre metri, che oltre a generare criticità ambientali apparivano anche esteticamente indecorose.»




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