L’ex presidente del Consiglio Mazzariello rompe il silenzio: «Mi sono dimesso per tornare libero di dire ciò che penso»
Pubblicato in data: 2/1/2026 alle ore:10:07 • Categoria: Politica •
Francesco Mazzariello, ormai ex presidente del Consiglio comunale di Atripalda, spiega le ragioni della sua decisione di rimettere la carica istituzionale. Una scelta maturata nel tempo, che l’esponente politico definisce tutt’altro che improvvisa, e che affonda le radici in una progressiva distanza dal metodo di governo dell’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Spagnuolo.
«Non ci sono frizioni personali – chiarisce subito – ma un modo diverso di intendere la politica e il lavoro di squadra. Io credo profondamente nella condivisione delle scelte. Quando questa resta solo nella testa di qualcuno, allora è evidente che parliamo due linguaggi diversi».
Il nodo centrale, spiega, è stato il ruolo stesso di presidente del Consiglio comunale, vissuto sempre più come un limite alla propria libertà di azione.
«Il presidente impersonifica l’istituzione – sottolinea – e deve restare dentro una cornice istituzionale e giuridica molto rigida. Questo ti impedisce di essere te stesso, di dire fino in fondo ciò che pensi. Non potevo più farlo, né in aula né fuori, nemmeno nelle interviste. E io non sono fatto per recitare il copione del “va tutto bene”».
Le dimissioni, dunque, non rappresentano un gesto di rottura improvvisa, ma l’atto finale di un percorso iniziato tempo fa. «È una decisione maturata in tre anni e mezzo. Già in passato avevo rinunciato alla delega ai Lavori pubblici, dopo aver segnalato più volte anomalie che non avevo condiviso. Pensavo che quella scelta potesse portare a un cambio di passo. Così non è stato».
Anche nell’ultimo anno, limitato alla sola presidenza del Consiglio, la situazione non sarebbe migliorata. «Ho continuato a segnalare lacune, mancanza di confronto, assenza di un reale rapporto inclusivo. Non c’è stato alcun miglioramento. A quel punto, l’unica via d’uscita era dimettermi».
Mazzariello tiene a chiarire un punto: la scelta non è legata alle recenti elezioni regionali né al mancato sostegno di una parte della maggioranza. «Sapevo benissimo, già un mese e mezzo prima del voto, che una parte dell’amministrazione non mi avrebbe sostenuto. Non me lo aspettavo e non mi ha sorpreso. Ma non c’è nessuna ripicca. Le mie decisioni non nascono mai per rancore».
Ora, libero dal vincolo istituzionale, l’ex presidente rivendica la possibilità di tornare a esprimersi senza filtri. «Oggi posso dire chiaramente quando una cosa non va e quando la vedo diversamente. Prima non potevo farlo senza rompere quel patto di equilibrio e riservatezza che la carica impone. Il presidente deve essere super partes, quasi come un notaio. Io, invece, sento il dovere di parlare».
Alla base della scelta c’è anche una critica al metodo di lavoro dell’amministrazione. «Quando eravamo all’opposizione facevamo una riunione a settimana. Da maggioranza, una all’anno. Questo dice tutto. Non c’è stata condivisione reale, né quando ero delegato ai Lavori pubblici né da presidente del Consiglio».
Sul futuro, Mazzariello non si sbilancia in definizioni rigide. «Non devo pensare ora a una collocazione. Spero che questa scelta serva a far maturare un confronto più serio all’interno dell’amministrazione. Io resto disponibile, sempre. Ma con un’unica certezza: da oggi parlerò con la massima libertà, nel rispetto dei miei elettori, ai quali devo tutto».
Una presa di posizione netta, che segna un nuovo capitolo politico per Atripalda e apre interrogativi sugli equilibri futuri della maggioranza.



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