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Imu e Puc, lo scontro si accende: aliquote confermate ad Atripalda, ma le opposizioni incalzano con un’interrogazione

Pubblicato in data: 3/1/2026 alle ore:15:16 • Categoria: Attualità

I Consiglieri del Gruppo Consiliare “Atripalda Futura”, e del gruppo “ABC – Atripalda Bene Comune”
Premesso che con deliberazione di Giunta Comunale n. 175 del 31.10.2024 è stato adottato il Piano urbanistico Comunale;
Considerato che gli immobili (in particolare i terreni precedentemente a destinazione agricola o vincolati) a cui con l’adozione di un nuovo strumento urbanistico viene assegnata una destinazione urbanistica con potenzialità edificatoria, modificando il proprio valore, diventano oggetto di imposizione IMU, da ricalcolare o calcolare per la prima volta sin dalla data di adozione del PUC;
Considerato quindi che numerosissimi cittadini, a seguito delle previsioni urbanistiche del nuovo PUC, si trovano a dover versare l’IMU per i propri terreni che si trovano nelle condizioni sopra descritte;
Vista la deliberazione di Giunta Comunale n. 160 del 09.10.2025 avente ad oggetto:
”Determinazione per il 2025, ai fini IMU, del valore delle aree fabbricabili ubicate nel Comune di Atripalda, ai sensi dell’art. 59 del D. Lgs n. 446/1997”, con la quale sono stati fissati, a distanza di un anno dall’adozione, i valori di riferimento che i cittadini devono
considerare per il calcolo dell’IMU da versare per le aree edificabili a partire da novembre 2024;
Fermo restando e ribadendo tutte le perplessità manifestate con Osservazioni e dibattiti pubblici in merito al sovradimensionamento del PUC, ed in particolare delle previsioni di nuove aree edificabili, sia in riferimento alle effettive necessità della città e del territorio
che rispetto alle prescrizioni normative circa la riduzione di consumo di suolo;
Avendo verificato che numerosissimi cittadini hanno riscontrato una serie di criticità in merito alla questione dell’IMU sulle nuove aree edificabili, che a titolo esemplificativo e non esaustivo possono raggrupparsi come di seguito:
– Mancata chiarezza circa la nuova dichiarazione, la decorrenza e l’obbligo di versamento;
– Valori di riferimento fissati con la delibera 160\2025 in alcuni casi assolutamente sproporzionati e fuori scala (ad es. quelli per le zone Produttive di nuovo impianto, e non solo) la cui mancata congruità è facilmente verificabile;
– Mancata chiarezza circa il metodo di calcolo del valore da applicare nei casi in cui le aree edificabili si presentano già parzialmente utilizzate e/o vincolate a fini edificatori, e quindi certamente con valori ridotti rispetto ad aree vergini di pari estensione.
Ritenuto che il Comune dovrebbe fornire elementi di massima chiarezza rispetto al metodo di calcolo nei vari contesti, e valori di riferimento di verificata congruità e veridicità, al fine di evitare versamenti non corretti o sproporzionati o, molto più probabilmente,
numerosissimi contenziosi con i contribuenti al momento degli accertamenti del tributo IMU nei prossimi anni;
INTERROGANO
il Sindaco per conoscere, indipendentemente dall’esito del procedimento di approvazione del PUC, quali iniziative intende adottare per dare seguito a quanto sopra segnalato, ed in
particolare:
– dare la massima informazione e pubblicità in merito all’IMU per le nuove aree edificabili, soprattutto in riferimento alla decorrenza dell’obbligo di versamento;
– sottoporre ad una necessaria verifica la congruità dei valori fin qui indicati con la delibera n. 160\2025;
– fornire precise indicazioni ai cittadini sul metodo di calcolo del valore da applicare nei casi in cui le aree edificabili si presentano già parzialmente utilizzate e/o vincolate a fini edificatori, e quindi certamente con valori ridotti rispetto ad aree vergini di pari estensione.
– effettuare ogni altra iniziativa ritenuta utile per dare chiarezza, uniformità di trattamento, ed agevolare i cittadini nel loro nuovo dovere tributario derivante dalle scelte urbanistiche del nuovo PUC.

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