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Imu e Puc, scontro in Consiglio ad Atripalda: aliquote confermate, ma le opposizioni incalzano con un’interrogazione

Pubblicato in data: 8/1/2026 alle ore:16:20 • Categoria: Politica

Il Consiglio comunale di Atripalda si è trasformato in un vero campo di battaglia politica sul tema della fiscalità locale, con particolare riferimento alla conferma delle aliquote Imu e dell’addizionale comunale Irpef. Una seduta lunga e tesa, nella quale la maggioranza ha difeso la scelta della continuità fiscale in nome degli equilibri di bilancio, mentre le opposizioni hanno denunciato un aggravio ingiustificato per cittadini e imprese, soprattutto alla luce dell’adozione del nuovo Piano Urbanistico Comunale.

Ad aprire il confronto è stato l’assessore al Bilancio e vicesindaco Domenico Landi, che ha motivato la conferma delle aliquote spiegando come, nonostante i rendiconti 2023 e 2024 si siano chiusi con avanzi superiori al milione di euro, tali risorse siano in gran parte vincolate. Avanzi che, secondo l’amministrazione, non possono essere utilizzati per ridurre la pressione tributaria perché assorbiti dal ripiano di disavanzi tecnici pregressi e da accantonamenti obbligatori. Una situazione che limita fortemente la capacità di manovra dell’ente, aggravata da una spesa corrente rigida composta da personale, utenze, manutenzioni, contratti di servizio e servizi essenziali alla comunità.

Una ricostruzione respinta con decisione dall’ex sindaco Giuseppe Spagnuolo, oggi capogruppo di “Atripalda Futura”, che ha contestato alla radice la scelta politica di mantenere le aliquote al massimo. Secondo Spagnuolo, il Comune non versa in condizioni tali da imporre per legge livelli impositivi così elevati e, soprattutto, l’adozione del Puc ha prodotto un incremento significativo della base imponibile Imu, grazie alla trasformazione di vaste aree in edificabili. Un aumento di gettito che, a giudizio delle minoranze, avrebbe consentito una riduzione delle aliquote senza intaccare i servizi.

Il nodo centrale del dibattito, però, si è spostato progressivamente sugli effetti concreti del nuovo Puc e sui valori delle aree edificabili fissati dalla Giunta con la delibera n. 160 del 9 ottobre 2025. Un tema che ha portato le opposizioni a depositare una articolata interrogazione, sottoscritta dai gruppi “Atripalda Futura” e “ABC – Atripalda Bene Comune”, indirizzata direttamente al sindaco.

Nel documento si evidenzia come l’adozione del Puc, avvenuta con delibera di Giunta n. 175 del 31 ottobre 2024, abbia comportato per numerosissimi cittadini l’obbligo di versare l’Imu su terreni fino ad allora agricoli o vincolati, con decorrenza già da novembre 2024. Le opposizioni segnalano una serie di criticità rilevanti: scarsa chiarezza sulle modalità di dichiarazione e sui tempi di pagamento; valori di riferimento ritenuti sproporzionati e “fuori scala”, in particolare per le aree produttive di nuovo impianto; assenza di indicazioni precise sul metodo di calcolo da applicare nei casi di aree già parzialmente edificate o sottoposte a vincoli.

Secondo i firmatari dell’interrogazione, la mancata congruità dei valori fissati rischia di generare versamenti errati o eccessivi e, soprattutto, un’ondata di contenziosi negli anni successivi, al momento degli accertamenti. Da qui la richiesta al sindaco di avviare una verifica puntuale dei valori stabiliti, garantire la massima informazione pubblica ai cittadini e fornire criteri chiari e uniformi per il calcolo dell’Imu, così da evitare disparità di trattamento.

Nel dibattito è intervenuto anche il capogruppo di “ABC”, Roberto Renzulli, che ha sottolineato le difficoltà operative riscontrate dai contribuenti e dai professionisti, chiedendo maggiore attenzione in una fase in cui il Puc è ancora in itinere. Anna Nazzaro ha invece richiamato il contesto economico generale, segnato da inflazione e caro vita, invitando la maggioranza a dare un segnale concreto di alleggerimento fiscale.

Il sindaco Paolo Spagnuolo ha replicato difendendo il lavoro svolto e chiarendo che l’aumento del gettito Imu non è frutto di una volontà di fare cassa, ma una conseguenza indiretta delle scelte urbanistiche. Il primo cittadino ha illustrato i criteri adottati per la stima dei valori, parlando di riduzioni già previste e della disponibilità degli uffici al confronto con i contribuenti, anche attraverso perizie e contraddittorio preventivo.

Al termine della seduta, il Consiglio ha approvato la conferma delle aliquote Imu con 10 voti favorevoli, un astenuto e quattro contrari, rendendo il provvedimento immediatamente esecutivo. Ma la partita politica resta aperta: l’interrogazione depositata dalle opposizioni segna l’inizio di una nuova fase di confronto, che promette di tenere alta l’attenzione sugli effetti fiscali del nuovo Puc e sul rapporto tra Comune e cittadini.

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