Canile di Atripalda, la volontaria Daniela Ciampi: “Chiusura troppo affrettata, non ci hanno dato il tempo di organizzare le adozioni”
Pubblicato in data: 13/3/2026 alle ore:13:52 • Categoria: Attualità •
«È stato un provvedimento troppo stringato nei tempi. Non abbiamo avuto neanche la possibilità di organizzarci». È il rammarico espresso da Daniela Ciampi, volontaria dell’associazione Aipa impegnata da anni nel canile comunale di Atripalda, dopo il trasferimento dei circa cinquanta cani presenti nella struttura.
Secondo Ciampi la decisione di chiudere il canile è arrivata senza consentire ai volontari di programmare alternative, a partire da una campagna di adozioni. «Avremmo potuto organizzare anche un’iniziativa a livello nazionale – spiega – per favorire le adozioni del cuore e far sapere che il canile doveva essere smantellato. In questo modo molti cani avrebbero potuto trovare una famiglia invece di essere trasferiti in altre strutture».
Una parte degli animali è stata infatti trasferita nei canili di Taurano e Benevento, mentre alcuni esemplari più anziani sono rimasti nella struttura perché difficilmente trasportabili. «Molti cani sono anziani – aggiunge – e non possono essere spostati facilmente. Anche per loro si sarebbe potuta organizzare una soluzione diversa, magari predisponendo un rifugio».
Alla base della chiusura, secondo la volontaria, ci sarebbe anche la questione dei costi di gestione. «L’ultimo bando prevedeva una quota di 3,20 euro al giorno per cane, comprensiva di tutte le spese. Con una cifra del genere nessuno partecipa alla gestione di un canile. A questo si aggiungono le spese veterinarie e la figura del direttore sanitario, che deve essere nominato e pagato dal Comune. È su questo aspetto che si è giocata tutta la partita».
Ciampi chiede che la vicenda venga affrontata pubblicamente dall’amministrazione. «Questa questione deve essere portata in Consiglio comunale. Deve essere chiaro qual è il destino della struttura: se il Comune vuole davvero riaprire il canile o realizzarne uno nuovo a norma. È stata individuata un’area, ma di più non si sa. Bisognerebbe capire cosa prevede il Puc».
Dubbi anche sui tempi annunciati dall’amministrazione, che ha parlato di una possibile riapertura entro quattro mesi dopo lavori di sistemazione. «Siamo molto scettici – osserva – perché la struttura è in condizioni difficili e in questi anni il Comune non ha mai effettuato lavori. Tutto quello che c’è è stato fatto dai volontari».
Il timore, dunque, è che il canile comunale possa non riaprire più. «Non pensiamo che questa struttura tornerà a funzionare – afferma – nonostante le rassicurazioni. E sarebbe un errore, perché avere un canile è un valore aggiunto per la città: crea sensibilità verso il mondo degli animali».
Ciampi ricorda anche l’impegno annunciato durante la campagna elettorale del sindaco Paolo Spagnuolo. «Quando fu presentata la candidatura, fu detto che tra le priorità dell’amministrazione ci sarebbero state la tutela dell’ambiente e il benessere degli animali. La campagna elettorale partì proprio da questa zona. Per questo oggi chiediamo che quelle promesse vengano mantenute».
Tra le proposte avanzate dai volontari anche quella di creare una cooperativa sociale per la gestione del canile. «Era una strada possibile – conclude – ma purtroppo non è stata presa in considerazione».



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