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Atripalda ricorda Armando Rotondi: a 40 anni dalla scomparsa domani una messa in suo onore

Pubblicato in data: 20/3/2026 alle ore:14:32 • Categoria: Cronaca

A quarant’anni dalla scomparsa di Armando Rotondi, l’onorevole Gianfranco Rotondi ricorda il padre con un messaggio carico di affetto e memoria. «Era l’8 marzo del 1986 quando moriva mio padre – scrive – artista, insegnante e studioso di architettura».

Una figura poliedrica, segnata anche dall’esperienza della guerra: «Oggi diremmo anche un patriota: partì volontario per la campagna di Russia, ebbe la fortuna di tornare, ma ne rimase segnato per sempre».

Per commemorarlo sarà celebrata una messa sabato 21 marzo alle ore 18.30 nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, in via Salita Palazzo ad Atripalda.

«Lo ricorderemo nella sua Atripalda – aggiunge Rotondi – e attraverso le sue opere: un artista sa trasformare anche un anniversario in un momento di allegra commozione».

Affidiamo il ricordo di Armando a questo ar- ticolo pubblicato meno di un mese fa, e di cui Egli si era commosso: é bello ricordarlo così, con parole di vita, e non di mestizia.

Il ricordo di Gabriele De Masi:

A raccontare la vita di Armando Rotondi ci vorrebbero piú numeri di questo giornale. Sarebbe sempre ben poco ricor- dando gli interminabili racconti, fatti fino alle ore piccole passeggiando in Piazza Umberto I con gli amici, che Arman- do faceva di sé e delle sue esperienze di giovane sottotenente del genio nella campagna di Russia, scellerata ed allucinan- te.

Era il dopoguerra.

Oggi è possibile incontrare Armando, papà del già noto Gianfranco della politica, ad Avellino dove risiede da anni e qualche volta, con il bel tempo, anche ad Atripalda, di mat- tina, dove scende con il filobus a trovare qualche parente e qualche amico.

Armando Rotondi è pensionato della Pubblica Istruzione, dopo anni di valente insegnamento di disegno nelle scuole medie.

Per noi, oltre all’animo nobile, all’idealista irrefrenabile, all’amico goliarda, all’uomo forgiato dalla guerra e dagli stenti, è importante aggiungere i caratteri piú profondamen- te suoi: il pittore raffinato ed il disegnatore eccezionale.

Armando Rotondi è stato la mano che va oltre la mente e la ragione per i toni della linea e della forma che non si fanno fredda osservazione e cruda e smorta rappresentazione ma scenario, scorcio, strada, piazza, Volto Santo, Crocefissio- ne, slancio, passione dettati dal profondo, dall’animo di un artista bisognoso di raccontare, esprimersi e comunicare. Rotondi é stato un virtuoso del disegno, senza mai cadere  nelia maniera e nella scuola, ma sempre spinto dalla neces- stà di umanizzare le sue put ottenute e precise rappresenta-

Traungnan e pur fedeli scorci di Atripalda, Avellino, Merco- phams, nggi rappresentano la documentazione di un’Irpinia che non c’è più, che è scomparsa nel giro di un decennio, Jondasa e modificata dal terremoto e dalla mano pesante dell woma

Anche le rappresentazioni sacre, macerate e dolorose, ci in- sitano a flessioni e sovrappensieri. Ed i volti degli amici, modelli per case o per invenzione: Smith, Italo De Feo, il pressãe Di Popola.

Lin segno preciso, netto, delicato, che non conosce il ripen- samento perche nato dalla mano di un maestro.

Anche cio è poco per Armando Rotondi, perché tanto ancora sarebbe da dire. E tanto ancora, conoscendo l’eloquio dell’umice. Armando ci dice nei pur rari odierni incontri in piazza

Gabriele De Masi da “IL PONTE” 15.2.86

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