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Centenario dell’Incoronazione di Maria SS. del Carmelo, al via domani il cammino di fede per la Patrona di Atripalda

Pubblicato in data: 24/3/2026 alle ore:15:13 • Categoria: Cultura

Con la Celebrazione eucaristica presso la Chiesa del Carmine il prossimo 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione del Signore, presieduta da S. E. Mons. Sergio Melillo Vescovo di Ariano I. – Lacedonia, comincerà ufficialmente, per l’intera comunità atripaldese, il cammino giubilare in preparazione al Centenario dell’Incoronazione di Maria SS. ma del Carmelo, Titolare della Parrocchia e Patrona della Città di Atripalda, che si concluderà il 1 gennaio 2027.

Ci prepariamo a fare memoria di questo evento che sancì un profondo legame di fede e di devozione tra la Città e la Vergine del Carmelo, un legame mai interrottosi nel tempo; un eredità spirituale preziosa custodita con amore dal popolo atripaldese, nelle generazioni che si susseguono.  

Ottenuto il Decreto di approvazione del Capitolo Vaticano presieduto dal S. E. il Card. Merry del Val (26 giugno 1926) il 15 luglio del 1926, vigilia della Festa, il Vescovo di Avellino S. E. Mons. Giuseppe Padula si portò dalla Chiesa del Carmine nell’attuale Piazza Umberto I dove, tra il tripudio della folla in festa, incoronò con due bellissime testiere d’oro, la Vergine del Carmelo e il Bambino, testiere donate dalla famiglia Alvino -Iandoli (meglio conosciuta come i “Milionari”).

Qualche anno dopo, a testimonianza dell’entusiasmo tra il popolo e della profonda venerazione verso la Beata Vergine Maria del Carmelo, grazie all’impegno della Confraternita e di tanti devoti tra cui lo stesso Canonico Don Sabino Romano che si fece portavoce di tale istanza presso il Vescovo diocesano, il 23 maggio 1928 giungeva dalla Congregazione Vaticana dei Sacri riti il Decreto con il quale la Vergine del Carmelo veniva proclamata Patrona di Atripalda. E ancora: il 23 marzo 1933 la Chiesa del Carmine fu elevata alla dignità di Parrocchia dal Vescovo di Avellino S. E. Mons. Francesco Petronelli e nel 1934 prese possesso della nuova Parrocchia il primo Parroco Don Sabino De Magistris che la guidò fino al 7 marzo 1984, giorno della sua morte.

Con l’importante traguardo di questi cento anni, dopo la ricorrenza del 50° anniversario dell’Incoronazione celebratosi nel 1976 e il 90° anniversario nel 2016, vogliamo, nella lieta ricorrenza del 15 luglio 2026, ringraziare il Signore per quanto è stato fatto e ci è stato donato e affidarci all’intercessione della Madonna che riconosciamo nostra Madre e guida, conforto e speranza, Regina e Patrona. Un grato ricordo per tutti quei vescovi, sacerdoti, religiosi, priori, confratelli e consorelle, e benefattori  defunti che nel corso degli anni si sono adoperati per far crescere il culto e la devozione alla Madonna e che si sono spesi con zelo ed impegno per consegnarci questo patrimonio spirituale.

Vogliamo dunque fare memoria di tutto questo e vivere insieme un cammino di preparazione che ci aiuti a preparare alla celebrazione del Centenario, un cammino chiamato a coinvolgere tutta la comunità di Atripalda, le Parrocchie, i gruppi, i Terz’ordini e le Confraternite, le associazioni e i movimenti, le istituzioni  civili e militari del territorio.

Per tale avvenimento la Penitenzieria Apostolica, come già ho annunciato pubblicamente  domenica 1 febbraio, ha concesso l’Indulgenza plenaria il cui decreto sarà letto nella celebrazione di apertura dell’anno giubilare.

Ringrazio Nino De Vinco (Ennedv Studio Atripalda) anche per la realizzazione del logo del Centenario che vedremo sui banner ufficiali che saranno esposti.

Il sottoscritto lavorerà in prima persona insieme ad un Comitato di lavoro e di coordinamento parrocchiale, in sinergia e in collaborazione con le altre istituzioni, per tutte le iniziative inerenti le celebrazione del Centenario di carattere non solo religioso- spirituale ma anche sociale e culturale.

Alcune iniziative saranno messe in campo subito dopo le festività pasquali.

È necessario, a mio avviso, per poter vivere meglio questo Centenario, tener presente il contesto in cui viviamo e operiamo, con tutti i cambiamenti e le sfide culturali che ci troviamo davanti, rispetto al secolo precedente, compresi gli scenari internazionali che destano non poca preoccupazione e ansia. Così come è necessario tener conto delle fasce più giovani del nostro territorio alle quali dobbiamo consegnare le nostre tradizioni nello spirito dell’innovazione e della creatività e coinvolgendo anche quanti ormai vivono nella nostra Città come nuovi abitanti che non conoscono ancora la nostra storia e le nostre tradizioni.

La parola chiave del Centenario non è solo “memoria” e “celebrazione” ma “ consegna” e  “missione”. Si è infatti bravi custodi nella misura in cui sappiamo consegnare e trasmettere alle nuove generazioni le nostre tradizioni uscendo dagli schemi di una semplice “pastorale di conservazione” per riscoprire la dimensione della missionarietà: una Chiesa sempre più in uscita che porta il Vangelo e la fede nei vari luoghi della vita, anche ai più lontani, e che sa parlare di Dio nelle relazioni umane, nell’accoglienza,  nello stile della prossimità e del dialogo con il mondo.

Il Parroco
Don Ranieri Picone

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