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Il Comune di Atripalda acquisisce la collezione del prof. Franciosi. Foto

Pubblicato in data: 26/3/2026 alle ore:09:01 • Categoria: Attualità, Cultura

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’accettazione della donazione dell’intera collezione libraria e dell’archivio documentario del compianto professor Carlo Giuliano Franciosi. Un patrimonio di straordinario valore, fatto non solo di volumi rari e spesso introvabili, ma anche di studi, rilievi e documenti frutto di una lunga attività di ricerca nel campo archeologico.

A rendere possibile questo passaggio è stato il gesto dell’ingegnere Giuseppe Franciosi, fratello ed erede del professore, che ha scelto di onorare la volontà espressa in vita dallo studioso, consegnando alla comunità atripaldese un’eredità culturale di assoluto rilievo.

Nel corso dell’assise, il presidente del Consiglio comunale e delegato alla Cultura, Lello Barbarisi, ha sottolineato il valore eccezionale della donazione: «Si tratta di un patrimonio eccezionalmente unico, costituito da libri anche introvabili e dalle carte relative alla sua professione di archeologo. Il prof. Franciosi, ricercatore per anni all’Università Orientale di Napoli, ha lavorato molto nel Beneventano, da Telesia a Caudium fino a Cabellinum. Da tutti è ritenuto uno studioso di grande talento, un genio, un vero e proprio monumento culturale».

L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è ora quello di trasformare questo patrimonio in una risorsa viva e accessibile. «Vogliamo arrivare ad avere una nuova biblioteca a carattere scientifico, da mettere in rete e a disposizione di studenti e ricercatori – ha spiegato Barbarisi –. Avremo la possibilità di diventare un punto di riferimento nazionale, se non europeo, anche grazie alla presenza di numerosi volumi in lingua tedesca. Tutto l’archivio documentario sarà digitalizzato e reso fruibile, garantendo al contempo la conservazione del materiale cartaceo».

Per la collocazione della collezione, la prima opzione resta la Dogana, già individuata come spazio museale archeologico e interessata da un progetto di ampliamento. «Trovare spazio all’interno della Dogana per una struttura di questo tipo sarebbe il massimo», ha aggiunto il delegato alla Cultura.

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