Bagno di folla ad Atripalda per la giornalista Cecilia Sala: il racconto della guerra e il valore del giornalismo conquistano i giovani. Foto
Pubblicato in data: 30/3/2026 alle ore:08:42 • Categoria: Attualità, Cultura •
Una sala gremita e attenta ha accolto sabato pomeriggio presso la Biblioteca “Leopoldo Cassese” di Atripalda la giornalista Cecilia Sala, protagonista di un incontro di grande intensità dedicato ai temi della geopolitica internazionale.
L’iniziativa, inserita nel progetto “Giovani in Biblioteca”, ha visto il coinvolgimento diretto del Forum dei Giovani di Atripalda, che si conferma sempre più motore culturale del territorio. A moderare il confronto è stato il giornalista atripaldese di Domani Stefano Iannaccone, capace di guidare con sensibilità e competenza un dialogo complesso e profondo.
Classe 1995, inviata nelle principali aree di crisi — dall’Ucraina all’Iran, passando per l’Afghanistan e il Medio Oriente — Cecilia Sala è oggi una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano. E’stata arrestata in Iran con l’accusa di aver “violato le leggi della Repubblica islamica dell’Iran” e poi finalmente liberata a gennaio del 2025.
Attraverso il suo podcast Stories di Chora Media e i reportage per Il Foglio, racconta i conflitti con uno stile diretto, umano, capace di restituire il peso delle storie individuali dentro i grandi scenari globali. «Il mio è un lavoro molto bello, i pro sono sempre superiori ai contro, ai sacrifici, ai pericoli», ha affermato durante l’incontro, offrendo una vera e propria ode al mestiere del giornalista, vissuto come missione e responsabilità.
Al centro del confronto anche il suo ultimo lavoro editoriale “I figli dell’odio. La radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina, l’umiliazione dell’Iran”, pubblicato da Mondadori a settembre 2025, che attraversa Israele, Palestina e Iran, mettendo in luce la radicalizzazione delle nuove generazioni e lo scontro interno alle società coinvolte. Un viaggio tra checkpoint, raid e testimonianze dirette, che restituisce uno spaccato crudo ma necessario dei conflitti contemporanei, dando voce a vittime, combattenti e analisti.
Il sindaco Paolo Spagnuolo ha parlato di «un pomeriggio che difficilmente dimenticheremo», sottolineando come «ascoltare dalla viva voce di Cecilia Sala le testimonianze dalle linee di fronte lasci un segno profondo e aiuti a comprendere l’impatto umano della guerra». Un momento reso ancora più significativo dalla grande partecipazione dei giovani, «segno di una comunità viva e desiderosa di capire».
A evidenziare il valore dell’iniziativa anche Luca Ciaramella, presidente del Forum dei Giovani: «Ascoltare dal vivo Cecilia Sala e avere una visione più nitida della situazione in Medio Oriente è stato un privilegio. Il dialogo, prima e dopo l’evento, con una giornalista che racconta con coraggio e passione storie di un mondo che sembra lontano ma è in realtà vicinissimo, è stato un momento di grande crescita».
Ciaramella ha poi sottolineato come «l’enorme partecipazione dimostri la grande sete di cultura presente nella nostra comunità, soprattutto tra i più giovani», ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento, dalle associazioni coinvolte fino all’amministrazione comunale.






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