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Gianfranco Rotondi riunisce i democristiani ad Avellino: “Nuova stagione per i cattolici in politica”. Foto

Pubblicato in data: 30/3/2026 alle ore:17:23 • Categoria: Politica

Si è svolta ad Avellino la due giorni di dibattiti promossa dall’onorevole Gianfranco Rotondi sul futuro della Democrazia Cristiana, un appuntamento che ha richiamato esponenti storici e nuove leve del mondo cattolico impegnato in politica, provenienti sia dal centrodestra che dal centrosinistra.

Al centro dell’iniziativa promossa dall’ex ministro per l’attuazione del programma del governo Berlusconi IV, una domanda chiave: “Cattolicesimo politico: Abbiamo ancora qualcosa da dire?”. Un interrogativo che, nelle intenzioni degli organizzatori, rappresenta il punto di partenza per una riflessione culturale prima ancora che politica.

Tra gli intervenuti l’ex Ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, l’ex ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi, Anna La Rosa, Erminia Mazzoni, Donato Pennetta, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’ex Ministero degli affari esteri, dell’Interno, del Lavoro e sindaco di Napoli Enzo Scotti, l’ex sottosegretario di Stato Bruno Tabacci e Francesco Tufarelli.

Nel suo intervento conclusivo, Rotondi ha tracciato una linea più ampia, richiamando il ruolo del laicato cattolico e la necessità di una nuova stagione di impegno: “È il laicato cattolico che deve farsi avanti. Le idee della Democrazia Cristiana hanno costruito la democrazia repubblicana e oggi appartengono a tutti, ma questo rischia di essere un esaurimento per eccesso di vittoria”.

Un passaggio significativo è stato dedicato alla possibilità di un impegno trasversale: i cattolici, secondo Rotondi, possono declinare gli stessi valori sia nel campo della sinistra sociale sia in quello della democrazia liberale e popolare. “La competizione – ha sottolineato – è nella qualità e nella capacità di realizzazione”.

Tra i temi emersi durante la due giorni, particolare attenzione è stata rivolta alle politiche per la casa, al sostegno alla famiglia e alla natalità, oltre che a un nuovo approccio all’ambientalismo “non ideologico”, capace di coniugare sviluppo e tutela. Rotondi ha anche rilanciato l’idea di misure strutturali, come l’accesso alla casa per i giovani e la riduzione dei costi energetici, come leve per rimettere in moto il Paese.

Non è mancata una riflessione sul contesto internazionale e sul ruolo dell’Italia, con riferimenti ai rapporti con gli Stati Uniti e agli equilibri europei, e un passaggio sulla necessità di una politica forte capace di confrontarsi con i grandi poteri economici globali.

Guardando al futuro, Rotondi ha proposto di replicare l’esperienza avellinese in altre città italiane, da Roma a Milano, da Torino a Palermo, per costruire un percorso di confronto permanente: “Non una gita, ma un lavoro. Una sfida da raccogliere per un terzo tempo dei cattolici nella vita della democrazia repubblicana”.

Avellino, dunque, si candida a diventare il punto di partenza di una nuova fase di elaborazione politica, con l’obiettivo di ridefinire ruolo e prospettive di una tradizione che, pur cambiando forma, continua a interrogare il presente.

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