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Primo Maggio amaro: il lavoro che manca ai giovani

Pubblicato in data: 1/5/2026 alle ore:21:52 • Categoria: Attualità

Buon Primo Maggio a chi un lavoro ce l’ha e a chi continua a cercarlo senza arrendersi. A chi vive nella precarietà, a chi ha perso tutto e a chi, troppo spesso, ha perso la vita proprio lavorando o inseguendo un’occupazione che non c’è.

È una giornata che invita a riflettere più che a celebrare, soprattutto guardando alla condizione dei giovani. Un Paese che non riesce a includerli davvero nel mondo del lavoro è un Paese fermo. E quando l’ingresso avviene solo attraverso forme precarie, senza stabilità né prospettive, il rischio è quello di compromettere il futuro collettivo.

Escludere i giovani o relegarli in un limbo fatto di incertezze significa indebolire l’intero sistema sociale ed economico. Il lavoro non è solo reddito, ma dignità, autonomia e possibilità di costruire un progetto di vita.

In questo Primo Maggio, allora, il pensiero va soprattutto a loro: a chi aspetta un’opportunità, a chi resiste e a chi continua a credere che il lavoro debba essere un diritto reale, non una promessa disattesa.

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