Via libera al piano triennale delle opere pubbliche
Pubblicato in data: 2/5/2026 alle ore:17:41 • Categoria: Politica •
Il Consiglio comunale di Atripalda ha approvato il piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028, un programma da circa 69 milioni di euro che punta su scuole, ambiente, patrimonio culturale e spazi di aggregazione. Ma il via libera è arrivato al termine di un acceso confronto politico tra maggioranza e opposizione.
Soddisfatto il sindaco Paolo Spagnuolo, che ha rivendicato la portata del piano: «Il piano non tralascia alcun aspetto della vita della nostra città. C’è grande attenzione alle strutture scolastiche, ai beni culturali e alla tutela dell’ambiente». Il primo cittadino ha sottolineato anche il valore complessivo degli interventi: «Parliamo di circa 69 milioni di euro, cifre che dimostrano una crescita significativa rispetto al passato e una progettazione sempre più attenta alle esigenze del territorio».
Tra i punti qualificanti, interventi contro il dissesto idrogeologico, progetti di efficientamento energetico e attenzione alla disabilità. «Abbiamo coinvolto le associazioni – ha spiegato – affinché il piano risponda realmente ai bisogni delle persone». Spazio anche all’edilizia popolare, in particolare nel quartiere Alvanite, per il quale è stata avanzata una richiesta di finanziamento da 18 milioni di euro.
Dura la replica dell’ex sindaco Giuseppe Spagnuolo (Atripalda Futura), che ha bocciato l’impostazione del piano definendolo «più un libro dei desideri che un programma concreto». «Scrivere opere fino a 69 milioni non significa aver fatto una buona attività amministrativa – ha attaccato – perché gran parte degli interventi non ha copertura finanziaria certa».
L’ex primo cittadino ha puntato il dito anche su alcune opere simbolo, come la riqualificazione dell’ex scuola Mazzetti di via Manfredi: «Dopo quattro anni non è chiaro cosa si voglia fare. Parliamo di un intervento da oltre 7 milioni senza una discussione vera sul futuro dell’edificio». Critiche anche sul centro di raccolta comunale e su altri interventi inseriti nel piano «senza indicazioni precise su tempi, risorse e localizzazione».
Nel dibattito è intervenuto anche l’assessore all’istruzione Lello Labate, che ha chiarito lo stato del progetto Mazzetti: «La progettazione non è ancora chiusa e presenta diverse incongruenze. Stiamo lavorando per definire una soluzione più coerente». Dall’opposizione, Nancy Palladino ha invitato a non abbandonare la vocazione pubblica della struttura: «È un edificio centrale, facilmente raggiungibile, che può diventare un punto di aggregazione per giovani e famiglie».


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