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Atripalda in lacrime per l’addio a Patrizia Romano: in cielo palloncini bianchi a forma di cuore sulle note di “Luna”

Pubblicato in data: 16/5/2026 alle ore:09:35 • Categoria: Cronaca

Un lungo e commosso applauso, le lacrime, gli abbracci stretti nel dolore e poi il volo di palloncini bianchi a forma di cuore verso il cielo, mentre le note di “Luna” di Gianni Togni accompagnavano l’ultimo saluto. Così Atripalda si è fermata ieri pomeriggio per dire addio a Patrizia Romano in Leone, scomparsa prematuramente a soli 44 anni.

Nella chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire il dolore era palpabile. Tantissimi giovani, amici di una vita, conoscenti e familiari hanno preso parte al rito funebre, stringendosi attorno al marito Luca, ai figli Michele e Antonia, ai genitori Fausto e Rita Pesca, al fratello Antonio e a tutti i familiari travolti da una perdita che ha lasciato sgomenta l’intera comunità.

Volti segnati dalla sofferenza, occhi gonfi di lacrime e un silenzio rotto soltanto dai singhiozzi hanno accompagnato la celebrazione officiata dai parroci don Luca Monti, don Ranieri Picone e don Fabio Mauriello. Nell’omelia i sacerdoti hanno richiamato il valore dell’umanità, della vicinanza e della condivisione del dolore, invitando tutti a custodire nel cuore il ricordo e l’amore lasciato da Patrizia.

Momenti di forte commozione si sono vissuti poco prima dell’uscita del feretro, quando le amiche di Patrizia hanno voluto leggerle una lunga lettera, tra le lacrime e le voci spezzate dall’emozione. Un ricordo intenso, fatto di immagini quotidiane, sorrisi, risate e piccoli gesti rimasti impressi nel cuore di chi le ha voluto bene.

“Eri luce, eri energia – hanno detto – trascinavi tutti nei tuoi progetti, nella tua voglia di vivere. Bastava stare seduti su una panchina con te per trasformare un momento semplice in un ricordo prezioso. Hai affrontato tutto con coraggio, senza perdere mai il sorriso e la forza di stare accanto agli altri”.

Parole che hanno raccontato una donna solare, autentica, capace di lasciare un segno profondo nella vita delle persone incontrate lungo il suo cammino. “Ci hai insegnato a vivere senza rimpianti, a goderci ogni momento. Oggi custodiremo gelosamente ogni ricordo per sentire ancora la tua presenza accanto a noi”.

Poi il pensiero che ha commosso l’intera chiesa: “C’è una cosa che ci dà un briciolo di pace in questo momento: sapere che non sei sola ma con la nostra Elena, due anime splendide, due amiche che se ne sono andate troppo presto lasciando un solco profondo nei nostri cuori”.

E ancora: “Chissà quante chiacchiere avete da fare, o quante risate farete tra le stelle. Finalmente libere da ogni peso e da ogni dolore. Dite a chiunque incontrerete lassù cosa significa essere amiche davvero. Raccontate di noi, perché noi continueremo a parlare di voi”.

Parole struggenti, accolte dal pianto dei presenti, culminate nell’ultimo saluto: “Sono legami che non si spezzano, fili che uniscono la terra al cielo. Vi sentiremo strette una per mano in ogni passo che faremo. Ciao Patty, raggio di sole. Amiche per sempre”.

Quando il rito si è concluso, il feretro ha lasciato la chiesa accompagnato da un applauso interminabile e dalle note di un’altra canzone, quella di Pino Daniele ”Senza ‘E te”. All’esterno, tra gli occhi lucidi dei presenti, decine di palloncini bianchi a forma di cuore sono stati lasciati volare nel cielo, simbolo di un amore che continuerà a vivere oltre il dolore e l’assenza.

Le note di “Luna” hanno reso ancora più struggente quel momento, trasformando l’ultimo saluto in un abbraccio collettivo carico di emozione. Ad Atripalda resta oggi il vuoto enorme lasciato dalla scomparsa di Patrizia, ma anche il ricordo di un sorriso che continuerà a vivere nei cuori di chi l’ha amata.

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