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Irpinia Pride ad Atripalda, i sindaci e Priscilla in marcia per i diritti: «Nessuno deve chiedere il permesso di esistere». FOTO

Pubblicato in data: 15/6/2026 alle ore:17:08 • Categoria: Attualità

Una città colorata dalle bandiere arcobaleno, attraversata da musica, slogan e richiami ai diritti. Migliaia di persone hanno partecipato ieri all’Irpinia Pride 2026, che ha trasformato Atripalda nel cuore della mobilitazione LGBTQIA+ in Campania.

Il corteo è partito da piazza Umberto I per attraversare le strade della cittadina del Sabato in una manifestazione all’insegna dell’inclusione, del rispetto e della lotta contro ogni forma di discriminazione. Presenti associazioni, attivisti, amministratori locali, rappresentanti del mondo della cultura e della società civile.

Tra le figure più attese della giornata c’era Priscilla, drag queen, attrice e attivista, che ha scelto di partecipare al Pride irpino lanciando un messaggio chiaro: «Non sono la madrina né il padrino del Pride. Manifestazioni come queste non hanno bisogno di padrini o madrine. Mi sento piuttosto una zia, una figura di riferimento che dice le cose in maniera diretta».

Per Priscilla la presenza nei Pride di provincia assume un valore particolare. «Sono quelli che hanno più bisogno di sostegno. Nelle piccole realtà è più difficile organizzare iniziative come queste per la carenza di finanziamenti e di risorse. Per questo scelgo di esserci».

Dal palco l’attivista ha ribadito la necessità di difendere i diritti senza abbassare la guardia. «I diritti non vanno mai dati per scontati. Qualcuno prova ancora a disumanizzarci, ma noi rispondiamo con la gioia. Siamo qui perché non chiediamo più il permesso a nessuno di esistere e di essere felici».

A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo, che ha accolto il corteo sottolineando il valore della manifestazione per la comunità locale. «Atripalda vuole continuare a essere una città dell’inclusione e contro ogni discriminazione. Ottant’anni fa la Costituzione ha sancito i principi di uguaglianza e libertà personale. Dobbiamo continuare a lavorare affinché questi diritti siano effettivi per tutti. Vogliamo città colorate, nelle quali prevalgano il rispetto e l’amore».

Parole ribadite anche sui social dal primo cittadino, che ha definito Atripalda «una città aperta e inclusiva», esprimendo soddisfazione per aver patrocinato una manifestazione dedicata ai diritti, all’uguaglianza e alla partecipazione democratica. Il sindaco ha inoltre ringraziato gli organizzatori di Apple Pie Arcigay Avellino, le forze dell’ordine, i volontari e i cittadini che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

Al corteo ha preso parte anche il sindaco di Avellino Nello Pizza. «Con il Pride difendiamo un diritto costituzionale. Come amministrazione faremo di tutto per tutelare il diritto al libero orientamento sessuale. Mi auguro che si possa tornare a discutere del disegno di legge Zan».

Tra gli interventi più applauditi anche quello di don Vitaliano Della Sala, che ha richiamato il messaggio di apertura lanciato da papa Francesco. «Dove c’è amore non c’è peccato. Il peccato è l’omofobia, è la violenza nei confronti dell’altro. Immagino una Chiesa e una società capaci di accogliere tutti, senza esclusioni».

A portare il contributo del movimento nazionale è stata la presidente di Arcigay, Natascia Maesi, che ha evidenziato il significato di un Pride organizzato in provincia. «Essere qui significa ripartire dai territori. Le realtà periferiche conoscono il valore del riscatto e spesso sono capaci di costruire le reti più solide e resilienti».

Per Porpora Marcasciano, attivista e scrittrice, la presenza di migliaia di persone rappresenta «una piccola rivoluzione» che nasce dal basso. «Oggi è in discussione il diritto stesso di esistere e vivere con dignità. Per questo manifestazioni come questa sono fondamentali».

Sul palco si sono alternati anche Giuseppina La Delfa, Alessio Marzilli, Carmela Smaldone di Agedo e Christian Coduto, presidente di Apple Pie Arcigay Avellino. Quest’ultimo ha ricordato come «la strada da percorrere sia ancora lunga», chiedendo il riconoscimento di diritti ancora negati e ribadendo la necessità di contrastare discriminazioni e pregiudizi.

Particolarmente toccante il ricordo di Mario Barretta, al quale è stata dedicata la manifestazione. «Una persona continua a vivere finché resta vivo il suo ricordo», ha sottolineato Coduto.

L’Irpinia Pride 2026 si è così concluso tra musica, colori e partecipazione, lasciando un messaggio condiviso da tutti gli interventi: la battaglia per i diritti e contro le discriminazioni non è ancora terminata. Da Atripalda è partito ancora una volta un appello all’inclusione, alla libertà e al rispetto della dignità di ogni persona.

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