Vent’anni di sacerdozio, Atripalda celebra don Ranieri Picone: gli auguri dell’Amministrazione comunale
Pubblicato in data: 2/7/2026 alle ore:09:31 • Categoria: Attualità •
Una giornata di festa e di gratitudine per l’intera comunità atripaldese. Don Ranieri Picone celebra oggi il ventesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, un traguardo importante che la città ha voluto omaggiare con un messaggio di affetto e riconoscenza.
Sacerdote ad Atripalda dal 2010, in questi sedici anni don Ranieri è diventato un punto di riferimento non solo per la comunità parrocchiale della Madonna del Carmine, ma per l’intera città, distinguendosi per la sua vicinanza alle famiglie, ai giovani e a quanti vivono momenti di difficoltà. Un ministero caratterizzato dall’ascolto, dalla disponibilità e da un forte legame con il territorio.
Il suo impegno è stato particolarmente significativo nell’anno del Centenario dell’Incoronazione di Maria Santissima del Carmelo, Patrona di Atripalda, celebrazione che ha coinvolto l’intera comunità cittadina e che ha visto don Ranieri protagonista nell’organizzazione del ricco programma religioso.
Attraverso i canali istituzionali, il sindaco Paolo Spagnuolo ha espresso gli auguri dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza.
«A nome di tutta l’Amministrazione Comunale e della cittadinanza – ha dichiarato il primo cittadino – esprimo i più affettuosi auguri a don Ranieri. Grazie per aver saputo ascoltare i bisogni della gente e per l’amore viscerale che dimostra ogni giorno per Atripalda».
Un messaggio che racchiude il sentimento condiviso da tanti atripaldesi che, nel corso degli anni, hanno avuto modo di conoscere e apprezzare le qualità umane e pastorali di don Ranieri Picone.
Nel giorno del ventesimo anniversario di sacerdozio, la città si stringe simbolicamente attorno al suo parroco con un grande abbraccio, rinnovandogli affetto, stima e gratitudine per il servizio svolto in favore della comunità. Un anniversario che rappresenta non solo una tappa significativa del suo cammino sacerdotale, ma anche l’occasione per riconoscere il valore di una presenza che, da oltre quindici anni, accompagna la crescita spirituale e sociale di Atripalda.


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