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Vedova cita in giudizio il Comune di Atripalda e la Confraternita Maria SS. del Rosario

Pubblicato in data: 11/7/2026 alle ore:16:51 • Categoria: Attualità, Cronaca

Una signora anziana di circa 88 anni ha citato in giudizio il Comune di Atripalda, la Confraternita Mara SS del Rosario ed il priore della stessa, affermando che nell’anno 2024, recandosi presso il cimitero per far visita ai propri defunti, riscontrava che la cappella risultava inagibile ed interdetta al pubblico, con apposita segnalazione di pericolo e divieto di accesso. La vedova fonda la sua domanda giudiziale dinanzi al Tribunale Civile di Avellino, in persona del dottor Nicola Del Vecchio, che ha fissato la prima udienza il 14 luglio 2026, sul presunto inadempimento della concessione cimiteriale, asserendo in fatto che l’attrice è titolare della concessione cimiteriale stipulata con scrittura privata del 12 marzo 1998, relativa ai loculi n. 34 e 34 bis, ubicati all’interno dell’area cimiteriale appartenente alla Confraternita Maria SS. del Rosario nel cimitero di Atripalda. asserisce che da circa tre anni, tali loculi risultano inagibili, inaccessibili e materialmente inutilizzabili, come documentato da fotografie, sopralluoghi e numerose segnalazioni presentate dall’attrice.

Ancora ella ritiene che a seguiti di formale accesso agli atti presentato nel mese di luglio 2024, ella veniva a conoscenza della circostanza che il Comune di Atripalda, con ordinanza n. 32152 del 18.11.2022 aveva disposto il divieto assoluto di accesso all’intera cappella cimiteriale, a seguito di sopralluogo tecnico dal quale era emerso un grave pericolo per la pubblica e privata incolumità. Nella medesima ordinanza, il Comune ingiungeva al concessionario di provvedere “in tempi brevi, sotto la direzione di tecnico qualificato e con impresa di fiducia” alla eliminazione delle strutture pericolanti e alla messa in sicurezza dell’area, obbligo che tuttavia, a detta dell’attrice, non risulta ancora adempiuto. Secondo l’attrice, l’ordinanza riferisce nel dettaglio che era stato accertato: “ il rischio del distacco delle lastre di marmo poste a rivestimento soprattutto della parete confinante con il terrapieno a monte del cimitero, probabilmente dovuto alla carbonizzazione del calcestruzzo della sottostante struttura dei loculi; – la presenza “ nell’ipogeo e in diverse zone ella cappella di ampie porzioni di intonaco in fase di distacco con ferri di armatura affioranti e parti strutturali compromesse con evidenti problemi di pericolo per la incolumità dei visitatori”.

L’ottantottenne asserisce che ad oggi non solo è impossibilitata a recarsi presso il loculo dove è tumulato il coniuge ma non ha più la garanzia della disponibilità del proprio loculo, destinato alla futura sepoltura; l’attrice ritiene che né il Comune né la Confraternita hanno provveduto ad alcun intervento di manutenzione, consolidamento, messa in sicurezza o ripristino, lasciando la struttura in stato di abbandono e rendendo di fatto inutilizzabile la concessione cimiteriale, con conseguente inadempimento contrattuale e violazione delle norme in materia di demanio cimiteriale ( art. 824 c.c. e ss.: DPR 285/1990).

La vedova insiste considerando la persistente inerzia come violazione degli obblighi del Comune quali proprietario del demanio cimiteriale e del concessionario di fatto dell’area ( Confraternita), in contrasto con la concessione. Il DPR 285/1990, Il Regolamento Comunale e gli artt. 1218, 2043, 2051 c.c..

Inoltre questa inerzia avrebbe determinato un danno patrimoniale (mancato godimento della concessione, esborsi, pregiudizi economici) ed un danno non patrimoniale di rilevante intensità, connesso alla sofferenza interiore e al mancato esercizio del diritto personale al culto dei defunti (lesione della dignità personale, del diritto alla sepoltura e al culto dei defunti)-

La donna ha chiesto un risarcimento danni per una somma che va da 5mila a 26mila. Intanto il priore della Confraternita Maria SS. del Rosario si è costituito in giudizio con l’avvocato Sabino Rotondi ed il Comune di Atripalda con l’avvocato Giovanni Fico.

Il 23 maggio 2026 si è tenuta una riunione straordinaria di tutti i confratelli e le consorelle della Confraternita Maria SS. del Rosario in cui sono stati deliberati i lavori di ristrutturazione della copertura e del rifacimento dei marmi interni alla cappella.

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