Atripalda, Tari 2026: aumento medio del 3%. L’ultima rata sarà calcolata con le nuove tariffe
Pubblicato in data: 8/8/2026 alle ore:07:51 • Categoria: Attualità, Comune, Politica •
Il Consiglio comunale di Atripalda ha approvato, con i voti della maggioranza, le tariffe della Tari per il 2026 e preso atto del Piano economico finanziario pluriennale 2026-2029 del servizio di gestione dei rifiuti. Il provvedimento è passato con 10 voti favorevoli e 4 contrari, ottenendo anche l’immediata esecutività.
Ad illustrare il punto è stato il sindaco Paolo Spagnuolo, che ha spiegato come le tariffe siano il risultato del Piano economico finanziario predisposto dall’Ente d’Ambito Rifiuti e validato da Arera. «Il Comune – ha precisato – recepisce il Pef aggregato e, sulla base del numero e delle caratteristiche dei contribuenti, determina le tariffe necessarie a coprire integralmente il costo del servizio».
Il primo cittadino ha attribuito l’aumento dei costi ai nuovi adeguamenti contrattuali e agli incrementi registrati nel settore, soffermandosi anche sul tema della riscossione della Tari. Spagnuolo ha respinto le ricostruzioni dell’opposizione secondo cui i cittadini in regola sarebbero chiamati a pagare anche per chi non versa il tributo. «Ogni contribuente concorre alla copertura del 100% del costo del servizio. Per chi non paga vengono attivate le procedure previste e non si possono diffondere dati falsi o tendenziosi», ha affermato.
A chiarire gli aspetti tecnici è intervenuto il responsabile del servizio tributi, dottor Reppucci, spiegando che circa il 70% delle somme viene incassato già con gli avvisi bonari, mentre una parte significativa viene recuperata con i successivi solleciti e attraverso la riscossione coattiva. «Il sistema – ha evidenziato – consente di garantire la copertura del servizio senza creare sofferenze di bilancio».
Di diverso avviso il capogruppo di opposizione Giuseppe Spagnuolo, che ha collegato l’aumento delle tariffe anche alle scelte dell’amministrazione in materia di servizi affidati al gestore. Secondo l’ex sindaco, una maggiore attenzione alla raccolta differenziata avrebbe potuto contenere i costi. «Negli ultimi anni non c’è stata una particolare spinta sulla differenziata e questo finisce per incidere sul Piano economico finanziario», ha sostenuto.
Nel suo intervento, Spagnuolo ha inoltre rivendicato la situazione finanziaria lasciata dall’amministrazione precedente, ricordando come nel 2022 il Comune disponesse di una consistente liquidità di cassa. «Oggi pagate regolarmente i servizi anche grazie all’eredità finanziaria trovata. Noi siamo partiti con una cassa negativa e l’abbiamo risanata», ha dichiarato, respingendo le critiche mosse dall’attuale maggioranza sulla gestione del passato.
Nel dibattito è intervenuta anche la consigliera Nancy Palladino, che pur riconoscendo come il Piano economico finanziario derivi da decisioni sovracomunali, ha invitato l’amministrazione a promuovere nuove campagne di sensibilizzazione per incrementare la raccolta differenziata e ridurre in prospettiva i costi del servizio. Palladino ha inoltre chiesto di rafforzare le agevolazioni a favore delle famiglie economicamente più fragili, valutando ulteriori interventi di sostegno oltre alle misure già previste.
A rispondere è stato il responsabile degli uffici comunali, che ha ricordato il lavoro svolto per consentire ai cittadini aventi diritto di beneficiare del bonus Tari nazionale, evidenziando l’impegno degli uffici nel completare in tempi ristretti tutte le procedure necessarie all’applicazione delle riduzioni previste.
Al termine del confronto il Consiglio ha approvato il provvedimento, confermando le tariffe Tari per il 2026 sulla base del Piano economico finanziario validato dagli organismi competenti.


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