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Atripalda, presentata la festa patronale di San Sabino: «Sobrietà, umanità e prossimità»

Pubblicato in data: 2/9/2025 alle ore:16:12 • Categoria: Attualità

Presso la Parrocchia di Sant’Ippolisto Martire, insieme al Comitato Festa San Sabino, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della festività in onore di San Sabino Vescovo, che si terrà il 16 settembre ad Atripalda. Un momento di condivisione che ha visto la partecipazione del parroco don Luca Monti e del sindaco Paolo Spagnuolo, insieme ad amministratori e membri del comitato.

Don Luca Monti ha sottolineato il valore profondo della festa patronale, al di là del programma di eventi. «È importante e prezioso – ha spiegato – perché la festa di San Sabino non è solamente un insieme di appuntamenti in piazze e corti, ma è specialmente una sorta di palestra interiore. Si arriva alla festa attraverso un allenamento comunitario che abbiamo iniziato già nel cuore dell’estate con celebrazioni zonali e momenti di evangelizzazione».

Il parroco ha posto l’accento sul significato pastorale dell’edizione 2025: «Quest’anno abbiamo scelto di mettere al centro tre valori fondamentali: la sobrietà, l’umanità e la prossimità. Non possiamo ignorare che intorno a noi la situazione mondiale è terribilmente tesa, con guerre che riportano la paura. Per questo non è pensabile organizzare eventi senza tener conto di uno stile che sappia rispondere ai bisogni più umani, soprattutto di chi la società spesso tiene indietro».

Tra le novità, don Luca ha annunciato un’edizione speciale di Aspettando San Sabino, dedicata ai ragazzi disabili: «Non più nella Piazzetta delle Tre Croci, ma al Parco delle Acacie. Sarà un’occasione per sperimentare la bellezza del coinvolgimento delle associazioni che hanno a cuore la tutela dei bambini e dei ragazzi diversamente abili. È una scelta non solo etica, ma anche pastorale: vogliamo che chi ha bisogni speciali possa sentirsi protagonista della festa».

Il parroco ha inoltre spiegato che quest’anno si è rinunciato a tradizionali appuntamenti molto attesi: «Si è scelto di fare a meno di alcune cose che solitamente attirano tanto, per accendere invece luci nuove, orizzonti di aiuto e riflessione che una festa patronale non deve nascondere dietro al solo chiasso e alle luminarie».

A prendere la parola anche il sindaco Paolo Spagnuolo, che ha ringraziato il comitato per l’impegno: «Innanzitutto grazie a don Luca e al comitato. A nome di tutta l’amministrazione comunale, voglio sottolineare le difficoltà che oggi ci sono nell’organizzare eventi di questo tipo, con costi e attese sempre maggiori. Eppure, nonostante tutto, la festa di San Sabino continua ad essere un momento identitario per la città, che rafforza il senso di comunità».

Il primo cittadino ha evidenziato il ruolo della festa come patrimonio collettivo: «San Sabino non è solo un appuntamento religioso e culturale, ma un collante sociale. È importante che la città sappia riconoscere il grande lavoro che c’è dietro l’organizzazione di ogni edizione».

Infine, Spagnuolo ha assunto un impegno preciso in vista del futuro: «Per il prossimo anno ci impegniamo a lavorare ancora più a stretto contatto con il comitato e la parrocchia, mettendo in campo tutte le risorse possibili affinché la festa di San Sabino possa crescere ancora, senza mai perdere i suoi valori fondanti. Sarà uno dei punti qualificanti della nostra azione amministrativa».

Conclude don Luca Monti: «La festa non è solo per celebrare, ma per evangelizzare, coinvolgere e far crescere la comunità. Se riusciremo a viverla nello spirito della sobrietà, dell’umanità e della prossimità, allora San Sabino sarà davvero presente nella vita della nostra città»

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