I proprietari dei terreni agricoli ad Atripalda tornano in protesta: «Cerzete e Pettirossi fuori dal PUC». Foto
Pubblicato in data: 2/11/2026 alle ore:13:49 • Categoria: Attualità •
Tre mesi di attesa, nessuna certezza e una richiesta che torna a farsi sentire in Consiglio comunale: stralciare le contrade Cerzete e Pettirossi dal Piano urbanistico e fermare l’aumento dell’Imu sui terreni agricoli diventati edificabili sulla carta. I proprietari sono tornati a manifestare durante l’ultima seduta consiliare, chiedendo all’Amministrazione di mantenere gli impegni assunti prima dell’estate e di dare risposte concrete a una vicenda che continua a pesare sulle famiglie.
A raccontare le ragioni della protesta è stato Andrea Coscia, portavoce dei residenti di Là Verde Collina. «Dal nostro ultimo incontro del 28-29 giugno sono trascorsi cinque mesi e non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali. Ci era stata prospettata la possibilità di escludere Cerzete e Pettirossi dal PUC, ma finora non abbiamo avuto alcun riscontro documentale».
La riduzione del valore di riferimento Imu, sceso nel 2026 da 10,50 a 7,50 euro al metro quadrato, non viene considerata sufficiente. I proprietari contestano soprattutto gli importi relativi al 2024 e al 2025, verificati attraverso i modelli F24 e, in alcuni casi, aumentati fino a dieci volte rispetto al passato. «Un terreno agricolo per il quale pagavamo 100 o 200 euro oggi può comportare un esborso di mille, duemila o tremila euro. Parliamo di appezzamenti di 10, 20 o 30mila metri quadrati: cifre che possono fare la differenza nei bilanci familiari».
La richiesta è quella di rivedere la pianificazione urbanistica e valutare lo stralcio delle due contrade, restituendo ai terreni la destinazione agricola. «Non vogliamo soltanto lamentarci, ma difendere un patrimonio che spesso è stato ereditato e che non produce redditi tali da sostenere questi costi. Nelle nostre zone, caratterizzate da un’elevata presenza di anziani, non ci sono neppure le condizioni per immaginare una diffusa attività edilizia o imprenditoriale».
Coscia ha inoltre richiamato l’attenzione sui vincoli che interessano alcune proprietà, in particolare la presenza di elettrodotti. «A Cerzete e Pettirossi ci sono tralicci da 20mila volt. Chiediamo che questi elementi siano valutati adeguatamente nella pianificazione: non è ragionevole considerare edificabili terreni senza tenere conto delle loro effettive condizioni».
I residenti attendono l’esito dell’ultimo tavolo tecnico presso l’Ufficio comunale, previsto per giovedì, ma chiedono soprattutto risposte sugli arretrati del 2024 e del 2025, per i quali non vedono ancora margini di soluzione. «Anche noi agricoltori siamo alle prese con il rincaro del carburante e con costi sempre più alti. Ci auguriamo che il Comune venga incontro alle nostre richieste e che si possa chiudere finalmente questa vicenda».


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