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Riapre l’ex Casa di Adele: diventa housing per persone con disabilità. De Blasio: «Qui il “Dopo di noi” diventa autonomia». Foto

Pubblicato in data: 8/7/2026 alle ore:08:35 • Categoria: Sociale

L’ex Casa di Adele torna a vivere con una nuova missione sociale. Dopo anni di chiusura e degrado, la struttura comunale di Atripalda è stata completamente riqualificata e trasformata in un progetto di housing sociale destinato a persone con disabilità, nell’ambito degli interventi finanziati dal PNRR e promossi dal Consorzio dei Servizi Sociali A5.

A tagliare il nastro sono stati il direttore del Consorzio A5, Carmine De Blasio, e il sindaco di Atripalda, Paolo Spagnuolo, che hanno illustrato il significato dell’iniziativa.

«Questa struttura – ha spiegato De Blasio – era stata già un’esperienza innovativa con Casa di Adele. Oggi la restituiamo al territorio con una funzione diversa ma sempre dedicata alla disabilità. Non sarà più una struttura socio-assistenziale, bensì due appartamenti di civile abitazione dove le persone potranno sperimentare una reale autonomia».

L’intervento rientra in un più ampio programma del Consorzio A5 che prevede sei appartamenti distribuiti sul territorio, finanziati con oltre due milioni di euro. Complessivamente potranno accogliere 36 persone con disabilità, dodici delle quali proprio ad Atripalda.

«L’obiettivo – ha aggiunto De Blasio – è contrastare l’istituzionalizzazione e offrire una risposta concreta al tema del “Dopo di noi”. Vogliamo che le persone con disabilità possano vivere in un contesto domestico, imparando a gestire gli spazi, gli elettrodomestici e la quotidianità, accompagnate da operatori ma senza un’assistenza sostitutiva».

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Paolo Spagnuolo, che ha ricordato il lungo periodo di abbandono dell’immobile. «Per l’amministrazione era fondamentale recuperare una struttura comunale che da anni era inutilizzata e fortemente deteriorata. Abbiamo voluto restituirle una funzione sociale, nel solco della storia di Casa di Adele, ma con una risposta moderna ai bisogni della disabilità».

Nel suo intervento il primo cittadino ha anche raccontato, con un sorriso, un curioso episodio legato agli anni dell’abbandono della struttura. «Chi segue le cronache atripaldesi ricorderà che per un periodo si diffuse perfino la voce della presenza di fantasmi. Forse era l’effetto del luogo buio e degradato», ha scherzato Spagnuolo, precisando subito dopo che «al di là dell’aneddoto, c’era la necessità di riqualificare questo immobile e restituirlo alla città».

Il nuovo housing rappresenta oggi una realtà completamente diversa: ambienti moderni, accoglienti e pensati per favorire l’autonomia delle persone con disabilità. «È una struttura che torna finalmente a vivere – ha aggiunto il sindaco – e lo fa mettendosi al servizio della comunità e delle famiglie».

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra diversi soggetti del terzo settore. Accanto alla ristrutturazione degli ambienti sono stati attivati percorsi di formazione, inclusione lavorativa e accompagnamento all’autonomia. Dei 36 partecipanti ai tirocini, cinque hanno già ottenuto un’assunzione.

Determinante sarà anche il ruolo delle famiglie, chiamate ad accompagnare i propri figli in un percorso spesso complesso sul piano emotivo. «È una sfida culturale – ha evidenziato De Blasio – perché siamo poco abituati a immaginare persone con disabilità che vivono in autonomia. In altre realtà europee questo modello è già consolidato. Ora vogliamo dimostrare che può funzionare anche qui».

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per ascoltare le testimonianze dei primi ospiti, già protagonisti delle prime esperienze di convivenza, dei pranzi preparati insieme e della nascita di nuove amicizie: piccoli gesti quotidiani che rappresentano il primo passo verso una vita sempre più indipendente.

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