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“Salviamo la Valle del Sabato”, domani mattina a Pianodardine la marcia per ricordare il diritto alla salute

Pubblicato in data: 26/8/2016 alle ore:18:39 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Salviamo la valle del Sabato“Salviamo la Valle del Sabato”, domani mattina a Pianodardine la marcia per ricordare il diritto alla salute. Una Valle in cui esiste la più alta concentrazione di fabbriche di tutta la provincia irpina: oltre un centinaio in poco più di tre chilometri quadrati. Da Atripalda a Prata di Principato Ultra è tutto un susseguirsi di industrie siderurgiche, metallurgiche, metalmeccaniche (tra cui lo stabilimento Fiat “Fga” di Pratola Serra) che danno lavoro a 5mila lavoratori. Un bacino di posti lavoro per 30mila persone, quasi un decimo della intera popolazione della provincia di Avellino. Numeri importanti e su cui riflettere. Per questo sabato si marcia, per chiedere che ogni attività sia ecocompatibile e non per chiedere industrie, come spiegano gli organizzatori di “Mo basta”, corteo protesta di riflessione e intervento. Alla manifestazione prenderanno parte anche i sindaci dei comuni interessati, come Avellino e Atripalda. Ieri sera in piazza Umberto I si è svolta un’assemblea preparatoria con l’intervento del dottore Franco Mazza, promotore dell’iniziativa: «Innanzitutto precisiamo che non è nostra intenzione operare per far chiudere le fabbriche. E’ un pensiero che non ci sfiora nemmeno e chi dice questo di noi è sicuramente in malafede! Ci indigna piuttosto che si debba assistere al solito ricatto, allo squallido e inqualificabile scambio salute-lavoro. Ciò non può e non deve esistere altrimenti la tragica vicenda dell’Isochimica, di cui oggi tanto si parla, non ci ha insegnato assolutamente niente! Noi vogliamo attività ecocompatibili. Tutte le attività produttive devono tenere conto che l’area industriale di Pianodardine è del tutto atipica, a ridosso di case sparse e di veri e propri paesi. Alcune decina di migliaia di persone sono interessate dalle emissioni dell’area industriale. La valle del Sabato è una conca che risente fortemente di particolari condizioni climatiche quali, ventilazione, umidità e temperatura, in cui la disperazione aerea degli inquinanti emessi dalle svariate attività risente moltissimo di questi fattori ed è fortemente condizionata dall’altezza delle colline circostanti». «Con la manifestazione di sabato 27 agosto intendiamo chiedere: massima attenzione sulla questione dei rifiuti: l’umido non va stoccato, né trattato a ridosso delle abitazioni della valle. Depositi, trasferenza, compostaggio, biodigestione o quant’altro richiedono siti isolati e la valle del Sabato è inadatta a questi scopi. Questa considerazione deve valere per i privati e per lo Stir! Respingiamo con forza l’individuazione dello Stir come deposito e stazione di trasferenza per l’umido, così come specificato dal Presidente della Provincia Domenico Gambacorta nell’Ordinanza del 12 agosto c.a. Siamo nettamente contrari alla localizzazione di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti umidi presso l’area dello Stir perché l’impatto sarebbe indubitabilmente negativo per la popolazione circostante, già duramente provata da anni di odori sgradevoli, aria irrespirabile, incendi disastrosi, rumori assordanti, fastidiosi insetti, e chi sa quanti inquinanti chimici respirati. Chiediamo un’indagine epidemiologica da effettuarsi al più presto su tutti i paesi della valle del Sabato perché rileviamo un considerevole aumento di morti per cancro, da dati in nostro possesso. Servono rilievi ambientali seri ed autorevoli con analisi di aria acqua e suolo che puntualmente verifichino presenza di sostanze come diossine, i.p.a. p.c.b., isocianati, formaldeide, metalli pesanti, ozono, ecc. Le analisi devono riguardare aria, acqua e suolo. Non è più pensabile che una realtà così complessa e problematica sia abbandonata a se stessa senza essere continuamente monitorata. L’ARPA Campania, pressata dai sindaci, da questo punto di vista deve fare uno sforzo e mostrare maggiore incisività. Tutte le istituzioni sono chiamate ad operare, ciascuna nel proprio ambito di competenza, e a concorrere per un miglioramento delle condizioni di vita di migliaia di cittadini. Si operi per una lenta e progressiva riconversione dell’area industriale di Pianodardine che eviti nuovi impianti impattanti e su quelli esistenti si vigili per un miglioramento progressivo dei processi tecnologici al fine di ridurre al minimo le emissioni di inquinanti. Il comitato “Salviamo la valle del Sabato” intende operare facendo tesoro di esperienze e conoscenze tecniche ed evitando sterili contrapposizioni. Questo è un luogo dove viviamo tutti e i problemi ricadono sulle spalle di ognuno. Nessuno si senta immune da guai, nessuno si salva, nemmeno chi pensa di disinteressarsi o, peggio, chi pensa che su questa condizione così problematica può solo lucrare. Liberi cittadini, associazioni, sindacati, sindaci, parlamentari, consiglieri comunali, provinciali e regionali e tutti i rappresentanti delle istituzioni democratiche che si riconoscono in questo documento lo condividano e diano la loro adesione alla manifestazione. Aderire vuol dire che dal giorno dopo bisogna lavorare, ciascuno nel proprio ruolo, per mettere in atto il contenuto del documento. Salviamo la nostra Valle del Sabato. Salviamo la nostra Vita”. Appuntamento a sabato mattina, 27 agosto 2016, alle 10,00 ad Arcella nei pressi della Novolegno e corteo fino allo Stir, dove la manifestazione si conclude con un’assemblea». Conclude Mazza.

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