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Il Ministero delle Politiche Sociali approva il progetto del Consorzio dei Servizi Sociali di Atripalda

Pubblicato in data: 1/12/2014 alle ore:13:51 • Categoria: Attualità

consozio-servizi-sociali-a6Il Consorzio dei Servizi Sociali A5 di Atripalda si conferma come realtà all’avanguardia in particolare nel campo dei servizi per l’Infanzia e la Famiglia.

La proposta progettuale che rientra nel programma nazionale denominato, P.I.P.P.I, avanzata dall’ambito sociale A5 di Atripalda supera due livelli di valutazione, quello della Regione Campania e quello successivo del Ministero, e rientra tra i cinque progetti approvati e finanziati in Campania.

Il Programma P.I.P.P.I. persegue la finalità di innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette negligenti al fine di ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo familiare, articolando in modo coerente fra loro i diversi ambiti di azione coinvolti intorno ai bisogni dei bambini che vivono in tali famiglie, tenendo in ampia considerazione la prospettiva dei genitori e dei bambini stessi nel costruire l’analisi e la risposta a questi bisogni.
L’obiettivo primario è dunque quello di aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo.

Esso propone linee d’azione innovative nel campo dell’accompagnamento della genitorialità vulnerabile, scommettendo su un’ipotesi di contaminazione, piuttosto desueta, fra l’ambito della tutela dei “minori” e quello del sostegno alla genitorialità. In questo senso, essa si inscrive all’interno delle linee sviluppate dalla Strategia Europa 2020 per quanto riguarda l’innovazione e la sperimentazione sociale come mezzo per rispondere ai bisogni della cittadinanza e spezzare il circolo dello svantaggio sociale.

L’intervento con le “famiglie negligenti” deve essere un intervento di sostegno che chiami la famiglia a impegnarsi per la soluzione dei problemi.
Pippi ha la pretesa di adattare all’Italia, e dunque anche su una ambito sociale della Provincia di Avellino, un metodo d’intervento, su basi certe e con procedure e risultati verificabili e condivisibili dalla comunità tecnico-scientifica, che valga per quelle famiglie che, non essendo in tutto e per tutto adeguate, non sono neanche gravemente maltrattanti. Quelle, per intenderci, in cui i figli non corrono un pericolo immediato per cui sia strettamente necessario l’allontanamento, ma non si trovano nelle condizioni ideali per il proprio sviluppo.

Il progetto si caratterizzerà per un approccio intensivo, continuo, flessibile, ma allo stesso tempo strutturato, di presa in carico dei nuclei famigliari. La sperimentazione finora condotta su altri territori italiani ha evidenziato che si tratta di un programma in grado di ridurre in misura significativa il rischio di allontanamento del bambino o del ragazzo dal proprio nucleo, di alleggerire nel tempo gli interventi di sostegno e, in alcuni casi, di concludere il percorso di presa in carico.

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