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Il rito dei sepolcri del Giovedì Santo nelle chiese cittadine. FOTO

Pubblicato in data: 18/4/2017 alle ore:08:37 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Vasi con il grano germogliato simbolo del passaggio dalla morte di Gesù alla sua Resurrezione, pane e vino, piatti degli apostoli nell’ultima cena e il tabernacolo dove è collocata la SS. Eucaristia: questi i simboli sacri esposti giovedì scorso nelle chiese nel tardo pomeriggio del Giovedì Santo.
Il Giovedì Santo è il giorno della visita ai Sepolcri, anche le Chiese di Atripalda hanno onorato la sacra tradizione religiosa (nelle foto i Sepolcri della Chiesa Santa Maria del Carmine, della chiesa di San Nicola da Tolentino  e della cappellina sulla Maddalena) addobbando l’altare principale o un secondo laterale in ricordo dell’ultima cena, con fiori e doni portati anche dai fedeli sul sepolcro di Cristo.
A celebrare messa Don Ranieri Picone e Don Fabio Mauriello rispettivamente nella chiesa del Carmine e nella chiesa di Sant’Ippolisto Martire.
Difficile risalire alle origini di questo rito della Settimana Santa che culmina con la processione della Via Crucis del Venerdì Santo che questa sera, come ogni anno attira, in città numerosi visitatori e fedeli. Non si canta, non si suona musica, le campane sono ferme perché legate e le chiese, in segno di cordoglio, si spogliano degli arredi e delle luci, l’altare dedicato al Sepolcro diventa il luogo di raccolta dei doni offerti dal sentimento religioso popolare. La Settimana Santa vive liturgicamente i suoi momenti più significativi nel Triduo Pasquale, passione, morte e resurrezione di Cristo.

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