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Inquinamento ad Atripalda, l’attivista del M5s Federico Giliberti chiede centraline fisse per monitorare la qualità dell’aria

Pubblicato in data: 16/1/2020 alle ore:09:30 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Nuove centraline fisse per monitorare l’inquinamento della Valle del Sabato e di Atripalda. Dopo i continui sforamenti della vicino Avellino con i veleni che impazzano nell’aria e il record negativo registrato nel capoluogo irpino con sei sforamenti nei primi undici giorni del nuovo anno, anche ad Atripalda cresce la preoccupazione dei cittadini sulla qualità dell’aria. Ed in campo scendono gli attivisti del Movimento Cinque Stelle che chiedono l’installazione di centraline fisse nell’ottica di aumentare il livello di conoscenza dell’effettiva qualità dell’aria.

«I dati emersi dalle centraline posizionate ad Avellino sono un campanello d’allarme difficilmente trascurabile. Avere sforamenti di Pm2,5 che superano di sei volte i limiti massimi rende necessaria una rapida presa di coscienza della pessima qualità dell’aria che siamo costretti a respirare nella Valle del Sabato – spiega uno degli attivisti del M5s cittadino, Federico Giliberti candidato alla carica di consigliere comunale nelle ultime elezioni -. Atripalda al momento non ha centraline fisse a darci valutazioni in merito, ciò che possiamo ragionevolmente pensare è che non può esserci grande dissimilitudine, la vicinanza geografica e stesse problematiche di inquinanti immessi nell’aria dovrebbero spingerci ad azioni concrete in merito».
Da qui la richiesta: «Il primo passo da compiere è l’installazione di centraline fisse anche sul territorio del nostro comune, ad oggi tranne un timido monitoraggio temporaneo e limitato nelle rilevazioni di inquinanti, non abbiamo dati certi che permettano di valutare i giusti passi da compiere – denuncia Federico Giliberti -. Una volta raccolti i dati toccherà a chi ne ha il ruolo assumersi l’onere di attuare provvedimenti, sicuramente anche impopolari agli occhi di una parte della cittadinanza, ma prioritari e urgenti per tutelare la salute collettiva».
Secondo l’attivista pentastellato: «In linea generale si potrebbero già valutare azioni concrete per migliorare l’efficienza delle fonti di riscaldamento di abitazioni ed edifici pubblici, così come aprire alle tecnologie più moderne che ci offrono sistemi sostitutivi delle fonti inquinanti, dotarci di infrastrutture che rendano agevole una mobilità alternativa ai mezzi a motore, migliorare il servizio di trasporto pubblico e perché no assorbire soluzioni innovative e ingegnose che si vedono in altre realtà anche a noi vicine».
Il sindaco in passato è riuscito a far installare in città dall’Arpac una centralina mobile di rilevamento delle polveri sottili in via Pianodardine sul tetto della scuola media “Raffaele Masi”. Un dispositivo che ha monitorato la qualità dell’aria registrando i valori delle polveri sottili, le PM10. Ma per il M5S è troppo poco e ora chiedono a gran voce una centralina fissa.

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