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Sospeso il taglio del filare di pioppi di via San Lorenzo ad Atripalda dopo le polemiche e un incontro di ieri all’Utc

Pubblicato in data: 25/2/2020 alle ore:08:00 • Categoria: AttualitàStampa Articolo

Sospeso il taglio del filare di pioppi di via San Lorenzo ad Atripalda dopo le polemiche dei giorni scorsi e un incontro di ieri mattina all’Ufficio tecnico comunale. Per ora sono salvi i 71 esemplari di alberi che costituivano una barriera verde tra la Variante 7bis e l’ex Centro Servizi alle Pmi, ad eccezion fatta dei due esemplari abbattuti dal vento nei giorni scorsi.
La delegata comunale al Verde Pubblico, Anna De Venezia, unitamente al responsabile del Settore Ambiente, Vincenzo Caronia e all’agronomo incaricato dal Comune, dottor Erminio Luce, ha avuto un lungo colloquio con l’ambientalista Antonello Di Guglielmo, già attivista del M5S che aveva sollevato la questione accompagnato dall’agronomo Ferdinando Zaccaria.
«Sicuramente si è tratto di un incontro proficuo, senz’altro disteso, che ha permesso di affrontare in maniera costruttiva la problematica del filare di pioppi – dichiara la delegata Anna De Venezia -. Ben vengano i confronti che ci portino alla tutela del verde, senza tralasciare quella delle persone. Naturalmente il dottor Luce, tecnico incaricato, presente all’incontro farà le sue valutazioni in merito».
Valutazioni contenute nelle conclusioni della relazione depositata a Palazzo di città in cui si legge che «l’indagine ha restituito un quadro fitosanitario problematico, infatti gran parte degli alberi oltre ad avere problemi strutturali, dovuti alla presenza di carie, presentano il loro principale punto di debolezza nella risposta alle sollecitazioni indotte dai forti venti – scrive l’agronomo Luce -. Drastiche potature effettuate in passato, hanno compromesso l’architettura della pianta e quindi anche la risposta alle diverse sollecitazioni. Inoltre i pioppi possono essere mantenuti solo a breve e medio termine, in quanto qualsiasi intervento di potatura sulla chioma, con tagli superiori ai 10 centimetri rendono l’albero più esposto a rischio di cedimento di rami o dell’intera pianta, in quanto la compartimentazione delle ferite avviene molto lentamente e il legno rimane più a lungo suscettibile di  attacchi fungini, con conseguente insorgenza di carie e compromissione delle proprietà biomeccaniche della pianta».
Soddisfatto l’ambientalista Antonello De Guglielmo: «ci siamo confrontati in modo molto costruttivo. Ci rivedremo in un ulteriore incontro per verificare tecnicamente e trovare la soluzione migliore per l’incolumità delle persone e la tutela del verde pubblico. Abbiamo anche suggerito di istituire una commissione sul verde di supporto all’Utc».

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