domenica 25 luglio 2021
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L’immagine del Volto Santo esposta per Pasqua sull’altare della chiesa madre di Atripalda. FOTO

Pubblicato in data: 3/4/2021 alle ore:11:15 • Categoria: Attualità

«Quella foto ha un valore per la Città perché ritrae Gesù proprio nel momento del sanguinamento».
L’immagine del Volto Santo, una copia dell’originale, è stata esposta dal parroco di Sant’Ippolisto Martire, don Fabio Mauriello, da Giovedì Santo sull’altare laterale della chiesa madre. Un’effige che non veniva  mostrata alla città da oltre cinquant’anni.
«L’altro giorno stavo pensando a cosa esporre al centro dell’altare ed ho deciso di mettere una copia del Volto Santo che avevo. Quella foto risale proprio all’episodio del sanguinamento che poi ha segnato la storia del Volto Santo. Una foto che rispetto all’originale ha un colore diverso, perché il sangue era vivo. Era cinquant’anni che mancava ad Atripalda» racconta don Fabio che poi confida «è anche un modo per rivolgerci a lui per chiedere aiuto per la Pandemia, in attesa dei vaccini. Speriamo che ci dia una mano ad avere un  po’ più di pazienza e ad essere più attenti».
Il mistero del Volto Santo nasce nel 1959 quando la litografia su negativo raffigurante il volto di Gesù fu donata da un frate del convento di San Giovanni Battista, padre Bonaventura, ad una nobildonna atripaldese benefattrice del convento, la signora Maria Di Marzo Belli.
Il sanguinamento dell’effige risalirebbe al 28 maggio del 1959, giorno del Corpus Domini. Lacrimazione che avvenne anche nei mesi successivi. Si gridò al miracolo ma la chiesa rimase prima cauta e prudente, poi invece chiuse alla possibilità che si trattasse di un miracolo. Nel 1965 il quadro fu poi affidato per disposizione del vescovo di allora Gioacchino Pedicini, che aveva istituito anche una commissione d’indagine sul fenomeno del sanguinamento che nei fatti né stroncò il miracolo, alle suore del Convento di via Cammarota. Le suore hanno custodito l’immagine che non è stata mostrata mai più alla città. Ora l’originale è custodita da don Fabio in una cassaforte all’interno dell’ex Convento di Santa Maria della Purità dove ha sede anche la “Fondazione Volto Santo” che gestisce l’ex Convento.

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