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Parcheggio coperto villa comunale, è scontro. L’ex assessore Musto replica: “era un buco interrato, ora è un’area sosta moderna. La tariffa? stabilita dall’attuale sindaco nel 2014”. Foto

Pubblicato in data: 15/7/2022 alle ore:15:32 • Categoria: Politica

“Ho rispetto delle istituzioni e considero il giudizio degli elettori sacro. Ecco perché la mia idea è quella di portare avanti un’opposizione costruttiva e seria. Però non posso non far emergere le contraddizioni della nuova amministrazione comunale di Atripalda nel caso in cui si intende fare una inaccettabile speculazione su alcune vicende amministrative. Dal sindaco e dalla nuova giunta municipale di Atripalda mi attendo onestà intellettuale”, è questa la premessa del consigliere comunale di opposizione, Mirko Musto, ex assessore al traffico ed al commercio del Comune di Atripalda. La vicenda a cui Musto fa riferimento è quella del parcheggio sottostante la villa comunale di Atripalda che è stato riaperto a ridosso delle elezioni amministrative dello scorso 12 giugno dopo un importante intervento di riqualificazione e di ammodernamento e della cui gestione si è occupata la nuova giunta introducendo una nuova modalità di abbonamento, in particolare per le ore notturne.“E’ giusto che su questa vicenda- spiega Musto – si faccia la doverosa chiarezza. Non può il neo-eletto sindaco di Atripalda parlare di flop rispetto al numero di veicoli che sostano in orario notturno presso il parcheggio coperto della villa comunale e non può addebitare questo presunto flop al costo di abbonamento troppo esoso. Perché quel costo l’ha determinato lui. Io l’ho semplicemente ereditato. Fa fede la delibera di giunta comunale, la 179 del 16 ottobre 2014 – sindaco dell’epoca l’attuale primo cittadino Paolo Spagnuolo – con la quale si determina l’importo, quello di 60 euro mensili, da pagare anticipatamente. Stiamo parlando di quasi otto anni fa. Se l’importo è eccessivo oggi perché non lo era otto anni fa? Da un sindaco onesto intellettualmente mi aspetterei una risposta un po’ più articolata che una definizione superficiale di flop”.

“Quello che è vero – continua a spiegare l’ex assessore – è che non solo abbiamo ereditato una tariffa, ma anche una struttura fatiscente, un fosso più che un parcheggio, un’area totalmente priva delle più elementari misure di sicurezza, spesso oggetto di atti vandalici. Ecco, è su questo fosso che il sindaco Spagnuolo (Paolo) prevedeva il pagamento di euro 60 mensili, anche anticipati. Io quel fosso ho pensato bene di chiuderlo. E ho ritenuto di riaprirlo solo dopo un’intensa attività di riqualificazione che è sotto gli occhi di tutti. Oggi il parcheggio è totalmente automatizzato. E’ dotato di semaforo e sbarre di accesso. Ha una cassa continua ed un servizio di videosorveglianza con la presenza di quattro telecamere per la lettura, all’ingresso e all’uscita, delle targhe delle auto. Insomma, un’area sosta degna di una Città moderna. L’intervento ha richiesto alcuni mesi. Lo abbiamo riaperto a ridosso delle elezioni amministrative. Ora è al servizio dei cittadini e di coloro che vengono ad Atripalda per shopping o altro”.
“Poi – così conclude Mirko Musto – c’era da regolamentare la questione del pagamento, degli abbonamenti per la sosta notturna. Il sindaco Spagnuolo (Paolo) sostiene che sessanta euro al mese sono una cifra spropositata. Sono d’accordo con lui. Non dice, però, che a stabilirla furono lui e la sua giunta, tra l’altro quando quel parcheggio era un buco interrato e non un’area sosta degna di questo nome. Io, da assessore, avevo predisposto una delibera – la cui camicia fa fede e gli uffici lo possono testimoniare – con la individuazione di tariffe più basse. Ci siamo riservati di approvarla per evitare una inutile polemica e cioè di venire accusati di fare operazioni di carattere elettoralistico a ridosso delle urne. Tutto qui. La delibera c’era, l’intenzione di abbassare le tariffe, quelle che stabilì la giunta Spagnuolo (Paolo) pure, quello che non c’era era il parcheggio, che era un buco sotto la villa comunale. Il parcheggio l’abbiamo fatto di noi. Un’amministrazione comunale intellettualmente onesta questo dovrebbe fare: ricostruire le vicende usando il criterio della verità, dare meriti e demeriti senza speculare e strumentalizzare. Così io porterò avanti la mia attività all’opposizione, così mi auguro che facciano anche dai banchi della maggioranza, quei banchi che per cinque anni ho onorato con impegno e serietà”.

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