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L’Alienazione dell’ex sede Asl di via Tiratore riaccende lo scontro politico in città. Renzulli (Abc): «è il fallimento di chi ci ha governato»

Pubblicato in data: 11/8/2022 alle ore:17:50 • Categoria: Politica

«Tre anni fa, noi di Abc abbiamo proposto di insistere e prendere senza indugio i cinque fabbricati per creare un Polo Scolastico dalle materne all’Università e un istituto professionale di alta specializzazione da collegare ai laboratori di una delle facoltà dell’Unisa. Una nostra visione, una buona proposta che poteva in questi tre anni fare molto comodo».
La notizia della scelta dell’Inail di mettere sul mercato l’ex sede Asl di Atripalda riaccende lo scontro politico in città.
Il grande edificio di via Tiratore che si affaccia sul corso del fiume Sabato, costituito da ben cinque corpi distinti per una superficie complessiva di circa 27mila metri quadrati saranno venduti all’asta il prossimo 5 ottobre per un importo di 2 milioni e 550mila euro. Si partiva da un prezzo di 3 milioni di euro iniziali, con un ribasso del 15%. «Abbiamo chiesto ad un ingegnere e ad un architetto la fattibilità e costi: 10 milioni di euro – scrive il fondatore di “Atripalda Bene Comune” Roberto Renzulli -. Rifacendo tutto in modo da rendere gli edifici funzionali a tutte le attività didattiche, ludiche, ricreative, con spazi verdi e materiali ecosostenibili. Impianti fotovoltaici e di raccolta delle acque reflue e sistema di auto consumo per abbattere i costi energetici. Parcheggio, pista ciclabile da collegare a quella già presente, aula magna e teatro. Impianti polifunzionali per praticare sport. Tutto dentro ad una sola struttura, con posto anche per le associazioni, mensa, bar e uffici. Naturalmente la creazione del Polo Scolastico avrebbe liberato le due aree di via Manfredi dove sta la scuola Mazzetti e anche la media di via Pianodardine». Una proposta caduta però nel vuoto che secondo Renzulli invece avrebbe consentito il rilancio del grande complesso edilizio e dotato la città di una struttura all’avanguardia: «mettendo mano al Puc, chiuso ancora nel cassetto, avremmo potuto immaginare un nuovo Centro Fieristico con tanto di parcheggi dove sta ora la scuola media Masi e un Polo polisportivo con una palestra e una piscina dove sta ora la scuola Mazzetti. Una visione nuova della città. Con un Polo Scolastico, un Polo Sportivo e un’Area Fieristica a disposizione delle imprese e del commercio, che avrebbero davvero cambiato il volto alla nostra città». Un costo di 20/30 milioni di euro «interamente finanziato dal Pnrr. Ma nessuno ha ritenuto valida la nostra proposta. In questi ultimi vent’anni, tutti sapevano che la scuola media Masi doveva essere rifatta. Poi hanno deciso che anche la Mazzetti era da abbattere, senza tenere in mente cosa fare, nessuna idea. Addirittura decidendo di abbattere quasi contemporaneamente le due strutture senza nemmeno sapere dove alloggiare gli alunni. Prima Paolo, poi Geppino, poi di nuovo Paolo. Ora siamo nuovamente al punto di partenza. Niente moduli prefabbricati, niente abbattimento, nessuna soluzione. Per ora tutti dentro. Poi a gennaio nelle aule che dobbiamo fittare e facciamo finta di cercarle quando sono già pronte». Poi l’affondo finale: «Questa è la politica di questa amministrazione e di quella precedente, intanto abbiamo perso una grande occasione. Peccato».

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