sabato 04 febbraio 2023
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Presidente del consiglio comunale, l’ex sindaco Geppino Spagnuolo replica alla fascia tricolore

Pubblicato in data: 29/12/2022 alle ore:18:30 • Categoria: Politica

«L’unica vera motivazione che sta alla base dell’istituzione della figura del presidente del consiglio comunale, e ci siamo resi conto di ciò al momento della discussione della variazione al bilancio che lo ha certificato, è la necessità di remunerare un altro membro della maggioranza di Paolo Spagnuolo perché non sono sufficienti cinque assessori e un sindaco che prendono il massimo dell’indennità di legge. Vi era la necessità di coprire un’altra persona per accordi interni». Ci va giù duro l’ex sindaco Giuseppe Spagnuolo dopo la scelta del gruppo consiliare da lui guidato “Atripalda Futura” di abbandonare l’altra sera l’aula e non partecipare al voto per l’elezione del presidente del parlamentino cittadino, eletto solo con i voti della maggioranza. Un procedimento viziato secondo Spagnuolo dalla fonte: «La posizione è la stessa che sostenemmo la volta precedente quando si doveva procedere alla modifica allo statuto comunale senza passare attraverso la commissione affari istituzionali, cosa che il vigente statuto prevede. Si è voluto fare qualcosa senza far partecipare le opposizioni. La maggioranza è voluta andare da sola per la propria strada allontanandosi dalla finalità che avrebbe dovuto avere un presidente del consiglio, quello favorire la partecipazione e il dialogo con le opposizioni».

L’ex fascia tricolore sottolinea poi che è solo una figura facoltativa per i comuni inferiori a 15mila abitanti «ma la modalità di istituzione di questa figura è venuta superando una norma del nostro Statuto».
Sotto accusa l’indennità da 20mila euro all’anno «è stato previsto in bilancio un esborso per ulteriori 20milia euro di indennità all’anno per il presidente, sommati ai 170mila a cui erano arrivati con le precedenti variazioni di sindaco ed assessori. Ricordo giusto, a memoria di tutti, che la precedente amministrazione costava 51mila euro all’anno per l’intero. Adesso, con questa nuova figura, siamo arrivati a 190mila euro. Questa era l’unica motivazione, per cui era superfluo passare attraverso la commissione affari istituzionali».
Una situazione che non sorprende però Geppino Spagnuolo «li conosciamo già e li abbiamo visti all’opera per cinque anni e sappiamo come ragionano. Hanno i loro obiettivi di tipo personale, sui quali sono determinati e svelti nel raggiungerli. In secondo piano vanno invece gli obiettivi e le necessità della città. Per noi questo è chiaro, piano piano se ne accorgerà purtroppo anche la città».
C’è il rischio secondo l’ex sindaco di tralasciare gli obiettivi della città «sui quali si resta lenti ed approssimativi. E lo possiamo vedere dalla variazione al bilancio dove sono stati appostati i primi 30 mila euro pe l’istituzione della partecipata il prossimo anno, per fare cose che il Comune ha sempre fatto. Anche qui si procederà a nuove nomine e a remunerare nuove indennità. Lo possono fare perché hanno trovato un bilancio solido e in equilibrio e quindi è facile recuperare i fondi da una parte e spostarli dove ci sono i loro interessi. Questo purtroppo sta accadendo in maniera costante. Dove ci sono gli obiettivi della città invece si va molto a rilento come sui 120mila euro che avevamo appostato per rispondere all’esigenza di strutture provvisorie per i ragazzi della scuola media, che va demolita e ricostruita, che sono stati cancellati e utilizzati per altre piccole spese. Cose che fanno cadere le braccia per chi con fatica ha tentato di reperire le risorse per metterle a disposizione di quelli che erano obiettivi primari». Infine sulla possibilità di ricucire lo strappo «la maggioranza in questi sei mesi ha dimostrato di non voler interloquire con l’opposizione, che continueremo a fare».

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