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Quota rosa in Giunta e capogruppo in Consiglio, resa dei conti tra Udc e Pd ad Atripalda

Pubblicato in data: 9/10/2012 alle ore:23:15 • Categoria: PoliticaStampa Articolo

consiglio-comunale-27-settembreAl via la resa dei conti tra Udc e Pd ad Atripalda per la scelta del capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale ed il rimpasto in giunta per il rispetto della quota rosa. La ripresa del confronto politico e del dialogo, dopo la pausa estiva, tra le due principali forze politiche che sorreggono l’amministrazione Spagnuolo, è iniziata con l’incontro di sabato scorso. Un primo confronto interlocutorio tra i due segretari cittadini, Michele Mastroberardino (Udc) e Federico Alvino (Pd) per sondare proposte e soluzioni alle due questioni aperte. Discussione che procederà nei prossimi giorni coinvolgendo anche gli altri partiti della maggioranza (Fli, Città Nuove ed il socialista Dimitri Musto). Ieri sera anche riunione del direttivo del Pd mentre slitta il consiglio comunale fissato per il prossimo 16 ottobre.
Sul tavolo del dibattito la necessità di dover procedere alla nomina di un capogruppo consiliare e di un assessore donna in giunta per garantire il rispetto delle quote rosa visto l’imminente sentenza del Tar di Salerno che sarà pronunciata il prossimo 25 ottobre, dove è stato presentato ricorso dal consigliere socialista Ulderico Pacia.
Due nomine che si intrecciano tra loro e di non facile quadratura che potrebbero avere ripercussioni sulla maggioranza. Per l’individuazione del capogruppo consiliare le opzioni che alimentano il dibattito politico sono rappresentate dalla scelta tra gruppo federato o gruppo unico. La prima idea piace all’Udc forte dei numeri in consiglio: ben cinque consiglieri su undici più il sindaco Spagnuolo. L’Udc sembrerebbe pronta ad offrireil ruolo di capogruppo al vicesindaco dei democratici Luigi Tuccia, che dovrebbe però lasciare tale poltrona e la giunta nella quale ricopre anche la carica di assessore all’Urbanistica per far posto nell’esecutivo all’altra eletta del Pd, Valentina Aquino. L’ingresso di una donna consentirebbe così il rispetto della quota rosa. Ma sia Tuccia che il Pd appaiono contrari su quest’ipotesi mentre vorrebbero che fosse l’Udc, forte dei propri numeri, a sacrificarsi casomai. I democratici direbbero sì a Spagnuolo solo sull’ipotesi di due assessorati al partito di Bersani sacrificando un assessorato all’Udc (uno tra Antonio Iannaccone o Giuseppe Spagnuolo) o quello ricoperto dall’assessore ai Servizi Sociali, il socialista Dimitri Musto, in rottura con la sezione cittadina e la federazione provinciale del Psi per non aver seguito il passaggio all’opposizione dell’amministrazione Spagnuolo.
L’Udc è pronta però ad impuntare i piedi e potrebbe alla fine optare anche per scegliere una donna come assessore esterna e conservarsi anche il capogruppo.
Una matassa non facile da dipanare che mette il primo cittadino di fronte ad un bivio: risolvere la questione con un cambio tutto interno al Pd oppure sacrificare uno tra gli assessori (Musto, Iannaccone e Spagnuolo). Meno di quindici giorni restano al sindaco per trovare una soluzione per bloccare così l’efficacia del ricorso al Tar che a quel punto diventerebbe improcedibile. Ma sull’Amministrazione Spagnuolo, ed ancora di più sul gruppo consiliare di minoranza del Pdl guidato da Massimiliano Del Mauro, pende anche il ricorso sempre al Tar di Salerno presentato dal candidato sindaco di «Api-Alleanza per Atripalda» Emilio Moschella per presunte irregolarità avvenute nel momento della presentazione della lista «Patto Civico per Atripalda» guidata dal sindaco uscente Aldo Laurenzano. L’udienza è fissata per il 22 novembre.

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Una Risposta »

  1. a paziella mano a e criature.

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