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Arrestato il boss Salvatore Cava, era tra i cento latitanti più pericolosi d’Italia

Pubblicato in data: 19/5/2010 alle ore:13:20 • Categoria: CronacaStampa Articolo

cava1Arrestato nel primo pomeriggio di ieri, il boss Salvatore Cava, tra i 100 latitanti più pericolosi a livello nazionale. All’uscita dalla Questura scortato dalla Polizia Cava ha mandato un segno di pace ai suoi parenti rassicurandoli con un «è tutto a posto». Il 26enne, attuale capoclan della famiglia Cava, è stato arrestato mentre dormiva nella sua abitazione a Pago Vallo di Lauro dopo due anni di latitanza. Salvatore figlio dello storico boss Biagio fu colpito, infatti, nel maggio 2008 da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli, per i reati di associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsioni, minacce, possesso illegale di armi e usura. A cava-2tradirlo la voglia di festeggiare la nascita del suo secondo figlio, chiamato Biagio in onore del nonno, pochi giorni fa, infatti, un’auto con i fuochi d’artificio da lui ordinati è stata bloccata poco prima della consegna, a testimonianza che il boss era nei paraggi. Nel 2008 l’operazione “Tempesta” della Polizia portò in carcere 48 persone, ma non il 26enne che riuscì a sfuggire al blitz. L’uomo viveva nascosto in via Calatangiero a Pago Vallo Lauro a poche centinaia di metri da una villetta di proprietà di una coppia, M.G. operaio 47enne di Salerno e T.F. casalinga 55enne di Napoli, che gli aveva dato rifugio da poco. I due sono stati arrestati per favoreggiamento personale. Al momento dell’irruzione cava-4degli uomini della squadra mobile nell’abitazione, Salvatore Cava stava riposando, non ha fatto alcuna resistenza ai militari. Secondo gli inquirenti Cava stava tentando di assumere il controllo criminale dell’area compresa fra Nola e il Vallo di Lauro approfittando del vuoto di potere causato dagli ultimi arresti messi a segno dalle forze dell’ordine. L’arresto del latitante, frutto della sinergia tra la Distrettuale antimafia di Napoli, la squadra mobile di Napoli, la squadra mobile di Avellino e la Questura di Avellino, è stato un ulteriore duro colpo al clan Cava deprivato della sua figura al vertice. Intanto le attività investigative continuano per seguire l’andamento dei nuovi equilibri criminali che si verranno, quindi, a delineare nel Vallo di Lauro.

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