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Omicidio Speranza, il raptus di follia nato da contrasti in famiglia tra lavoro precario ed educazione dei figli

Pubblicato in data: 10/1/2012 alle ore:21:30 • Categoria: CronacaStampa Articolo

omicidio-naccarelliLitigavano spesso. Erano frequenti i diverbi in famiglia, legati a problemi di lavoro e all’educazione dei figli“, sussurrano i vicini. “I due ragazzi di 19 e 21 anni, avevano vissuto qualche momento di difficoltà, e la madre ne soffriva. Era depressa Fabiola. Ma nessuno avrebbe mai pensato che sarebbe stata uccisa dall’uomo che amava. Nessuno avrebbe mai immaginato che, in una di quelle liti, diventate quasi ordinarie, lui le avrebbe scaricato contro l’intero caricatore della pistola. Anzi, le tensioni tra loro si erano stemperate durante il periodo natalizio. Li avevamo visti passeggiare insieme, nel centro di Atripalda. Sembravano felici”.
Un raptus omicida. Un gesto folle. I vicini e gli amici di questa famiglia spezzata dal dolore non trovano altre spiegazioni. L’uxoricida atripaldese, Michele Luigi Naccarelli, 47 anni custode dell’azienda vinicola “Feudi di San Gregorio” viene descritto come una “persona tranquilla“, pur se in tanti, tra i più intimi, ricordano le discussioni tra i coniugi.
Fabiola Speranza e Michele Luigi Naccarelli vivevano assieme ai tre figli, in una zona lontana dal centro di Atripalda, contrada Pettirossi. Fino a ieri, era la casa dei sogni: stavano costruendo una villetta a tre piani in quella zona di campagna isolata e tranquilla.
omicidio-naccarelli2La famiglia Naccarelli abitava, per ora, al pian terreno della palazzina, mentre proseguivano i lavori ai piani superiori. E, proprio sulla porta d’ingresso, si è consumata, nel primo pomeriggio di ieri, la tragedia. “La notizia mi ha sconvolto, sono profondamente addolorato per la famiglia, ma soprattutto per i figli – commenta il sindaco di Atripalda Aldo Laurenzano -. Adesso, la comunità atripaldese deve stringersi attorno ai figli senza fare mancare loro sostegno. E’ un’immane tragedia che ci deve far riflettere e spingere verso i valori di condivisione, di vicinanza, affinché questi episodi non si ripetano“.
Ma è difficile anche per il primo cittadino di Atripalda trovare altre parole per raccontare questa tragedia consumatasi al culmine dell’ennesimo, furibondo litigio nella villetta di campagna. Da mesi i rapporti tra marito e moglie erano, infatti, diventati più turbolenti del solito con litigi all’ordine del giorno. Ieri, la violenza cieca.
Michele Luigi Naccarelli, in preda a un raptus, ha impugnato la pistola che custodiva legalmente in casa, una calibro 7.65 e ha esploso l’intero caricatore contro la moglie.
Originaria di Montefredane, Fabiola Speranza viveva con il marito e i figli, ma in una casa adiacente a quella dei suoceri. Il padre della vittima vive in America, dove avrebbe voluto far trasferire anche la figlia.
Sono sconcertata, la notizia della tragedia mi lascia senza parole – interviene l’assessore ai Servizi Sociali Nancy Palladino -. Certo per arrivare a un gesto del genere credo che ci siano profondi diverbi e contrasti alla base maturati nel tempo“. Per Palladino la tragedia di ieri è anche simbolo di tutte le donne vittime delle violenze domestiche. Violenze quotidiane che troppo spesso avvengono nel silenzio. “A farne le spese sono sempre le donne, che sono quelle che subiscono di più in famiglia” aggiunge Palladino. “C’è forse una spiegazione culturale, non è un caso che questi episodi si verifichino soprattutto nel Meridione. Confido nel lavoro degli inquirenti, ma alla fine di questa giornata convulsa una donna non c’è più, una famiglia è distrutta e un uomo è in carcere“. Sotto choc, anche i figli della coppia che sono stati ascoltati in serata dagli investigatori nella caserma dei Carabinieri di Atripalda.
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